Dal profondo Est, e precisamente dal club russo della gelida regione della Siberia si è aggregato al gruppo, non senza sorpresa, anche il vendiduenne attaccante Eugene (Yevgeni) Starikov.Starikov è nato ad Odessa in Ucraina nel 1988, ma successivamente si è trasferito negli Usa frequentando la Stetson University in Florida e avviando le pratiche per ottenere la cittadinanza americana.
Nel 2009 - nel suo anno da "sophomore" - lascia il college ed approda allo Zenit San Pietroburgo approfittando anche delle amicizie del padre, e si distingue con il team giovanile (22 presenze e sei gol) della formazione campione di Russia nel 2010 sotto la guida del tecnico italiano Luciano Spalletti.
Starikov trascorre la prima metà della stagione in forza allo Zenit, spesso ai margini della prima squadra, ed è poi mandato in prestito sempre nella massima divisione russa al Tom Tomsk e con la compagine siberiana scende in campo nove volte realizzando una rete.
All'invito del ct americano Bob Bradley, Starikov ha risposto con entusiasmo nonostante il preavviso più limitato e sarà disponibile anche per l'amichevole con il Cile essendo elegibile sia per l'Ucraina che per gli Usa.
Del resto il concetto di nazionalità in America, specie se applicato allo
sport, è molto aperto ed anzi proprio all'USSF è stato recentemente rimproverato di essersi fatta sfuggire diversi calciatori americani di nascita o qui residenti per lunghi periodi come: Giuseppe Rossi, Haugeland, Myhill, Subotic, Ibisevic e Movsisyan (foto dx).In Italia, ad esempio, il ct Cesare Prandelli ha dovuto tramite la stampa propugnare la nuova volontà di apertura della FIGC verso quelli che un tempo erano chiamati "oriundi" piuttosto che "naturalizzati", ed oggi si preferisce il più politically correct termine "nuovi italiani".

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