La corsa degli Stati Uniti a riospitare l'edizione dei mondiali sul proprio suolo nel 2018, o più verosimilmente nel 2022, da oggi si avvarrà del prestigio internazionale di Bill Clinton che diviene presidente onorario del comitato organizzatore.Come si ricorderà sotto la sua presidenza gli Usa hanno ospitato l'edizione delle fasi finali della competizione maschile del 1994, ma anche quella femminile del 1999 ed i Giochi Olimpici del 1996. Tutti grandi eventi che hanno portato notevoli utili agli organizzatori, ed una ricaduta economica consistente per i settori del turismo e dei servizi delle aree coinvolte.
L'ex numero uno della White House, però, non presenziò alla finalissima del "Rose Bowl" di Pasadena tra Brasile e Italia, delegando l'allora vice Al Gore.
Per certi versi la USSF e Sunil Gulati in persona ha espressamente voluto Bill Clinton alla presidenza onorario del comitato consapevole dell'immutato prestigio internazionale di cui gode l'ex presidente anche per le molteplici attività no-profit portate avanti in questi anni dalla sua fondazione che ha sede ad Harlem da New Orleans allo Tsunami nel Sud Est dell'Asia e ad Haiti.
Un'investitura che richiama alla memoria il ruolo svolto dall'ex segretario di stato americano Henry Kissinger per l'assegnazione dei mondiali del 1994 agli Stati Uniti.Clinton ha ricordato come il "soccer" è uno sport giovane e sempre più praticato dagli americani che lo hanno scoperto solo da tre decadi, e spesso il primo approccio è stato quello dei padri e delle madri che accompagnavano e sostenevano i loro figli nelle gare scolastiche.
In effetti a rileggere la storia del movimento negli Usa, più ancora che l'esperienza offerta dalla defunta Nasl, il vero volano per la crescita è stato ed è tutt'oggi il numero di praticanti a livello giovanile di ambo i sessi.

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