I "Crest" dei team della MLS

I "Crest" dei team della MLS
Gli stemmi delle 19 compagini MLS anche per la stagione 2014

MLS Blog Italia: Proviamo a ripartire!

Cari amici lettori del blog "Major League Soccer Italia",

il 2013 è stato per chi scrive un anno durissimo da affrontare e ciò ha dovuto imporre uno stop all'attività di questa pagina sul soccer nord-americano.

Come vi avevo scritto lo scorso ottobre, la volontà del sottoscritto era di riprendere le pubblicazioni e gli aggiornamenti.

Ora, è il momento di riprovarci! Cambierò gradualmente qualcosa a livello grafico e non solo e proveremo anche a recuperare anche parte del regresso.

Le porte per collaborazioni e suggerimenti, come sempre, sono sempre aperte alle Vostre email.

Un abbraccio "virtuale" a voi tutti che spero di ritrovare ancora al mio fianco in questa passione per il mondo del calcio, soccer come dicono, in Nord America.


Giuseppe


giovedì 15 aprile 2010

US Team: Aspettando Godot-Adu?

Aspettando Godot! Rivediamo e correggiamo la celebre opera teatrale di Samuel Beckett in ottica dell'US Team in Aspettando Adu.

La tragicommedia del soccer a stelle e strisce ruota intorno al piccolo "fenomeno" ghanese di nascita ed americano di adozione. Il grande assurdo è l'interrogativo che accompagna i dubbi dei fan sia del calciatore che della nazionale Usa: sarà presente nei 23 che il ct Bradley porterà al mondiale in SudAfrica?

Una domanda apparentemente comune, ma che in realtà in attesa della risposta dei fatti, ovvero la prima lista dei 30 pre-convocati prevista per l'11 maggio e da sfoltire fino al roster finale per la data dell'1 giugno, cela un vero e più allarmante interrogativo sul presente e ancor più sul futuro calcistico di un ragazzo appena ventenne.

Non siamo i soli che si pongono questo interrogativo, questo articolo nasce dalle osservazioni postate all'interno di un topic su Freddy Adu nel forum di playitusa/mls. Di là dell'Oceano Atlantico, argomentazioni consimili alle mie hanno mosso la penna di Grant Wahl in un pezzo pubblicato sul celebre Sport Illustrated, e di cui vi allego il link: http://sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1168400/index.htm .


I mondiali si avvicinano a tappe forzate, e con esse l'ora delle scelte per il ct Bob Bradley. La domanda non è semplicemente ci sarà Adu nei 23, quanto piuttosto, se sia utile inserire Adu tra i convocati e i perchè in un verso o nell'altro della scelta. Nel nostro piccolo proviamo a comprendere come stiano le cose ragionandoci su, fuori da ogni preconcetto e con serena obiettività.

La carriera agonistica di Freddy è stata precocissima, a 14 anni lo sbarco nella MLS con la pesante etichetta dell'enfant prodige, del piccolo buddha che possa guidare all'affermazione degli Usa nel football internazionale e al contempo del "soccer" nel cuore e negli interessi dello sport-business degli americani.

Le capacità tecniche di questo ragazzo nato in Ghana, ed emigrato con la madre e i fratelli negli Usa rappresenta già di suo una piccola favola di successo, sono indubbie. Tuttavie non da renderlo ad oggi quel campione di levatura internazionale che a pari età sono stati i vari Pelè o Maradona, o per rimanere al presente gente come Ronaldo, Ronaldinho, Raul, Cristiano Ronaldo o Lionel Messi.

La sua esperienza professionale, a dispetto dell'età, inizia ad annovare diversi capitoli: DC United, Real Salt Lake, Benfica, Monaco, Belenenses, e da gennaio l'Aris Salonicco oltre che le varie rappresentative nazionali americane sin dai team giovanili.

Un ricco bagaglio di vita calcistica condensato in pochi anni, e tante delusioni che hanno sgonfiato la sua immagine di calciatore. Il calcio è così, una grande promessa rischia di bruciarsi presto e spegnersi brevemente se alle dote tecniche non abbina la testa, e non si avvale di buoni consiglieri.

Al di là dei soldi piovuti con ingaggi e contratti di sponsor importanti (su tutti la potente Nike), quel che appare più difficile comprendere è l'attuale dimensione di questo ragazzo: dove e come collocarlo sia tatticamente che dentro uno spogliatoio alla vigilia di una competizione come i mondiali in cui spesso determinante risulta la coesione dello spogliatoio.

Personalmente non credo che gli Usa possano imporsi ai mondiali, ritengo che il team di Bradley abbia goduto di un buon sorteggio che li ha inseriti in un girone alla loro portata anche se il primo scoglio, l'Inghilterra di Capello, è probabilmente una delle pretendenti più autorevoli a succedere all'Italia sul trono.

Dove possono arrivare gli Usa? Ottimisticamente direi agli Ottavi, seppur i dubbi sono molteplici anche alla luce di una serie di infortuni che hanno penalizzato il gruppo in questi mesi, e di seconde linee non sempre all'altezza dei titolari. Nei fatti manca un centravanti dal gol facile, ed un terzino sinistro di spessore internazionale.

Capitolo Adu: il talento è indubbio, la sua collocazione tattica e la capacità di incidere nel gioco invece rappresentano le incognite. Adu è un giocatore offensivo, è più un fantasista che una punta anche perchè penalizzato da un fisico non ancora ben sviluppato e consolidato.

Nei fatti concreti è però un doppione di Landon Donovan e Clint Dempsey, elementi inamovibili nello scacchiere tattico americano, elementi che hanno mostrato sia con la maglia della nazionale che nei rispettivi club di aver raggiunto uno standard di continuità di rendimento neppure inimaginale per il ragazzo di Baltimora.

E per il ct Bob Bradley ora vi sono anche ulteriori alternative a disposizione che potrebbero offrire caratteristiche differenti da quelle di Adu, as esempio c'è Stuart Holden. L'ex Houston Dynamo, ora emigrato al Bolton è un elemento che può ricoprire tre ruoli nel fronte mediano-offensivo di un team. C'è un DaMarcus Beasley che mostra timidi segnali di ripresa con i Rangers ed è un giocatore esperto a livello internazionale oltre che ala pura impiegabile su entrambe le fasce.

Non solo loro, però: ci sono elementi come Sasha Kljestan, il "messicano" Francisco Torres, Robbie Rogers, Chris Rolfe, ed ultimo da non sottovalutare il quasi carneade Alejandro Bedoya in forza agli svedesi dell'Orebro. Chissà offrire una nuova chance ad Herculez Gomez che emigrato nel 2010 in Messico nel Puebla si sta segnalando per un'inaspettata vena realizzativa, e certe coincidenze negli anni dei mondiali, si sà, è bene non sottovalutarle!

Difficilmente Bradley potrà variare le proprie scelte sulla suddivisione del roster tra 3 portieri, 8 difensori, 8 difensori e 5 attaccanti. Ora consideriamo che due di questi centrocampisti possano rivestire ruoli più offensivi e l'individuamo per gioco in Beasley e Dempsey, ed aggiungiamo un terzo in Holden. In attacco dei cinque diamo certi in due: Altidore e Donovan, rimangono tre maglie, ma anche qui il gioco potrebbe portare a considerare una maglia in favore di Dempsey che liberebbe un posto ad un centrocampista.

Come la si giri, anche alla luce delle convocazioni operate da Bradley negli ultimi due anni per la selezione maggiore, un posto per Adu sembrerebbe proprio non esserci?
Del resto è stato escluso dall'ultimo test probante contro l'Olanda, e non è affatto certo che il suo nome possa figurare tra i 30 selezionati da cui scremare i 23 finali.

La domanda da porsi in questo caso sarebbe Adu merita una maglia e cosa potrebbe offrire? Alla prima la risposta sarebbe un "ni" da gennaio è passato all'Aris Salonicco guidato da Hector Cuper, però, non sempre l'ex tecnico dell'Inter ha puntato su di lui specie con le "grandi" del modesto calcio ellenico. Adu potrebbe offrire la sua fantasia ed una classe innata che in genere è sprovvista ai più metodici calciatori americani.

Altro aspetto da valutare è quello caratteriale, ovvero l'inserimento all'interno di un gruppo coeso, e nelle immagini della Confederation Cup dello scorso giugno, in cui era stato selezionato seppur senza mai trovar impiego, è spesso apparso ai margini del gruppo proprio sotto l'aspetto del coinvolgimento emotivo.

Ovviamente, esistono anche ragioni di ordine tattico che Bradley dovrà attenzionare. La nostra sensazione è che le chances mondiali di Adu siano ridotte al 20%, del resto il ct del Brasile Carlos Dunga probabilmente deciderà di lasciare a casa il miglior 1989 al mondo, ovvero Pato.

Adu in fondo è giovane e potrà attendere, nel mentre mostrare un reale salto di qualità dalle premesse più che promesse di inizio carriera, e puntare ai prossimi mondiali del 2014 nel Brasile patria di O'Rey Pelè.

In fondo, nella famosa opera teatrale di Beckett: Godot, per quanto atteso, per il suo imminente arrivo alla fine non fa mai la sua comparsa.

Nessun commento: