I "Crest" dei team della MLS

I "Crest" dei team della MLS
Gli stemmi delle 19 compagini MLS anche per la stagione 2014

MLS Blog Italia: Proviamo a ripartire!

Cari amici lettori del blog "Major League Soccer Italia",

il 2013 è stato per chi scrive un anno durissimo da affrontare e ciò ha dovuto imporre uno stop all'attività di questa pagina sul soccer nord-americano.

Come vi avevo scritto lo scorso ottobre, la volontà del sottoscritto era di riprendere le pubblicazioni e gli aggiornamenti.

Ora, è il momento di riprovarci! Cambierò gradualmente qualcosa a livello grafico e non solo e proveremo anche a recuperare anche parte del regresso.

Le porte per collaborazioni e suggerimenti, come sempre, sono sempre aperte alle Vostre email.

Un abbraccio "virtuale" a voi tutti che spero di ritrovare ancora al mio fianco in questa passione per il mondo del calcio, soccer come dicono, in Nord America.


Giuseppe


venerdì 1 ottobre 2010

WPS: l'alloro 2010 tocca ai Gold Pride di Marta

Cala il sipario del secondo torneo della Women's Professional Soccer, il torneo professionistico di calcio femminile statunitense. Ed inevitabile risulta tracciare un piccolo bilancio in chiaroscuro su una stagione dominata sotto l'aspetto tecnico dalle atlete californiane dell' F.C. Gold Pride che hanno primeggiato nella regular season e nella finalissima post season trascinate dalla brasiliana Marta, l'equivalente di un Messi o un Cristiano Ronaldo del movimento internazionale "in rosa".


Tuttavia la stagione appena conclusasi segna per la lega WPS guidata dal commissioner Tanya Antonucci un mezzo flop almeno seconde le premesse e le aspettative che avevano animato le intenzioni degli investitori che lavoravano al rilancio di un torneo femminile dopo il precedente fallimento dell'esperienza della WUSA.

In questa lettura pesa un anno, il 2010, assai travagliato anche per gli effetti connessi alla profonda crisi economica che ha colpito in particolar modo gli Usa. Un doveroso passo indietro ci riporta allo scorso gennaio quando inaspettatamente era giunta la scelta del gruppo Anschutz - per inciso lo stesso che detiene l'intera proprietà dei Los Angeles Galaxy e una parte degli Houston Dynamo in MLS - di ritirare dal torneo la formazione dei Sol.

Un duro colpo per la lega che sulla forza di questa squadra e del seguito nella città degli angeli certo contava; in parte la situazione era compensata dall'expansion già prevista di due compagini gli Atlanta Beat e i Philadelphia Independence. Nei propositi della lega si era parlato anche per il 2010 di una expansion a Dallas, però, questa era sfumata già a fine 2009.


Le giocatrici di Los Angeles sono state riassegnate in un dispersal draft con molte di loro trasferite appunto al team della Baia di S.Francisco dei Gold Pride con in panchina sempre Albertin Montoya (ex centrocampista di San Josè in MLS) affiancato dalla ex calciatrice brasiliana Sissi, cenerentola del torneo 2009, come ad esempio la già citata Marta e la francese Abily.


Sin dalle prime battute della stagioni è apparso evidente che prima ancora dei risultati del campo, la lega dovesse porre la sua attenzione ai bilanci perchè anche i numeri degli abbonamenti e le prime presenze sembravano ben lontani da quelli un tempo auspicati.

Ma il vero scossone dopo appena sei gare è arrivato dalle inattese difficoltà economiche dell'Athletica St. Louis, team collegato ad una società che si presentava ai nastri di partenza dell'USSF D-2 maschile con gli AC St. Louis.

Il sodalizio del Missouri in concreto è rimasto coinvolto nelle manovre spericolate di due soci d'origini europee da cui venne meno l'atteso contributo ed allora per il presidente Jeff Cooper è divenuto indispensabile tagliare ingaggi nel team maschile che ha comunque concluso la stagione, ed interrompere la stagione dell'undici femminile con una comunicazione datata 27 maggio.

Dalla lega quindi si è provveduto ad un nuovo dispersal draft dopo che inutilmente si era atteso per un possibile salvataggio dell'Athletica, e paradossalmente ne ha beneficiato Atlanta che fin lì aveva costruito una compagine all'insegna di elementi giovani ed inesperte, ed anche per questa ragione soltanto nella seconda parte della stagione è riuscita ad essere relativamente competitiva.

Ben più solida l'altra expansion, Philadelphia con un buon mix di esperienza e trascinata dalle reti di Amy Rodriguez, la formazione guidata dall'inglese Paul Riley (votato miglior tecnico) è stata l'unico team a competere con i Gold Pride nella regular season, prima di cedere nel finale ed essere scavalcata al secondo posto dalla grande ascesa dei Boston Breakers dell'ex c.t. Tony Di Cicco.

Nel post season, però, le ragazze dell'Indipendence si sono riscattate battendo sia i Washington Freedom della forse migliore tra le giocatrici americane Abby Wambach che le bostoniane, prima di arrendersi alla netta superiorità di Marta e socie che nella finalissima si sono imposte con un eloquente 4-0.

Un capitolo a parte la meritano le deludenti campionesse uscenti dei Sky Blue FC che da luglio hanno avuto nelle loro fila anche l'esperta attaccante italiana Patrizia Panico. Il miracoloso successo dell'anno prima dell'undici dell'area newyorkese era figlio più del caso con ben tre guide tecniche con la vittoria giunta sotto la guida della giocatrice Christie Rampone, ed a nulla è valso nelle ultime settimane del torneo l'esonero della finlandese Paulina Miettinen e l'arrivo di Rick Stainton per un undici assai modesto ed incapace di trovare la via della rete.

Male anche i Chicago Red Stars, da cui era lecito attendersi di più dopo una prima stagione già deludente, e del resto l'addio anticipato dell'ex manager dei Fire Peter Wilt e del tecnico inglese Emma Hayes e l'arrivo in panchina dell'ex giocatore di origini iraniane Omid Namazi, noto più per i trascorsi nel futsal che per una breve parentesi ai MetroStars (1996).

Il presente 2010 si chiude con un saldo apparentemente discreto con una media spettatori interessanti in non meno tremila unità a gara, quindi su standard superiori a quelli della D-2 (tolte piazze calde come Montreal o Portland).

Il quadro economico però nel complesso è meno roseo, il torneo 2011 si dovrebbe svolgere regolarmente anche perchè vi sono i contratti con tv e sponsor vari. Si deve puntare ad un rilancio in termini di appeal e interesse.

Fin qui l'unica futura novità emersa arriva da una nuova expansion che porterà ad otto le formazioni partecipanti. La new entry sarà sempre nell'area ovest dello stato di New York e del New Jersey, con i Buffalo Flash (dove ha giocato anche l'italiana Pamela Conti) che dovrebbe avere una nuova denominazione e giocare ora al MarinaAuto di Rochester, ed ora al Niagara di Lewiston. Staremo a vedere gli sviluppi.

La sensazione è che a dispetto di ottime giocatrici come Marta e di altre stanieri, sembra mancare una stella americana di prima grandezza che come in passato Mia Hamm sia il traino dell'intero movimento che però per affermarsi non può prescindere da ritrovare quantoprima un team a Los Angeles. Poi è bene ricordare che all'orizzonte vi sono i mondiali in Germania nel 2011 e le donne americane ambiscono ad essere ancora protagoniste.

Risultati Play-off:

WPS First Round - Sunday, Sept. 19, 2010

Philadelphia Independence-Washington Freedom 1-0 dts (Amy Rodriguez 120)

(John A. Farrell Stadium, West Chester, PA2,378)

WPS Super Semifinal - Wednesday/Thursday, Sept. 23, 2010

Boston Breakers-Philadelphia Independence 1-2 dts (Lauren Cheney 22; Caroline Seger 29, Danesha Adams 103)

(Soldiers Field Soccer Stadium, Cambridge, MA2,676)


WPS Championship - Sunday, Sept. 26, 2010

FC Gold Pride-Philadelphia Independence 4-0 (Christine Sinclair 16 e 53, Kandace Wilson 28, Marta 90+

(Pioneer Stadium, Hayward, CA - 5,228)

FC GOLD PRIDE — Nicole Barnhart, Kandace Wilson, Candace Chapman (Kristen Graczyk, 80'), Rachel Buehler, Ali Riley, Shannon Boxx (Kiki Bosio, 75'), Camille Abily (Kelley O'Hara, 66'), Becky Edwards, Tiffeny Milbrett, Christine Sinclair, Marta.
Substitutes Not Used: Carrie Dew, Niki Cross, Brittany Cameron, Kimberly Yokers
PHILADELPHIA INDEPENDENCE — Val Henderson, Nikki Krzysik, Allison Falk, Estelle Johnson, Holmfridur Magnusdottir, Lori Lindsey (Danesha Adams, 58'), Jen Buczkowski, Caroline Seger (Lyndsey Patterson, 74'), Tina Dimartino, Amy Rodriguez, Lianne Sanderson (Heather Mitts, 64').
Substitutes Not Used: Karina Leblanc, Sara Larsson, Sarah Senty, Kelly Henderson