l'amichevole di prestigio contro il Brasile del neo ct Mano Menezes subentrando a Carlos Dunga, disputata ieri nell'impianto di East Rutherford, il New Meadowlands ovvero l'impianto nato di fianco al vetusto Giants.Una sfida che arriva troppo presto per offrire contenuti tecnici e tattici interessanti nel dopo mondiale, soprattutto in casa Usa. Già perchè il Brasile si presenta con tanti giovani ed attingendo a molti talenti ancora militanti in patria e già oggetto delle desiderate di club europei.
La formazione di Bob Bradley è molto compassata, e probabilmente neppure troppo pronta all'evento tra scorie legate alle fatiche della stagione in corso in MLS e quelle dei carichi della preparazione atletica dei militanti europei, con la fatica aggiuntiva di sobbarcarsi in poche ore tante miglia di volo per un tenue allenamento pre-gara.
Il Brasile dal canto suo ha la classe innata dei talentini di casa e la voglia di aprire al meglio il nuovo ciclo tecnico, e quindi le motivazioni hanno un peso incredibile per far correre gambe apparse per molti assai pesanti.Il match poi mette a nudo croniche vecchie difficoltà degli americani: il primo gol nasce da una penetrazione sull'out sinistro con un cross che sembrerebbe controllabile, ma Howard non esce in presa, la coppia centrale composta da Bocanegra e Gonzalez lascia sfilare, e Neymar è lesto ad anticipare un Bornstein che ingenuamente non accorcia la linea rinviando di testa ma attende che il pallone sfili. Così non succede, Neymar taglia alle sue spalle e di testa schiaccia battendo Howard.
Il raddoppio ricorda tanti gol che la difesa americana ha subito in altre gare, e concerne i movimenti sul fuorigioco con una linea che si alza in contro al portatore di palla, e centralmente diviene vulnerabile per l'inserimento di un avversario che può presentarsi a tu per tu con il portiere.
Ciò avviene nel recupero della prima frazione con la
verticalizzazione di Ramires per Pato, ed il milanista che scatta in mezzo alla linea dei due centali non fallisce il raddoppio.Il secondo tempo è senza storia, il Brasile conduce le danze e sfiore in più occasioni il tris, mentre gli americani giochicchiano ma senza troppo convinzione e voglia di ribaltare un pronostico che per tradizione rimane precluso aspettando il prossimo "gollazzo" alla Preki (Gold Cup 1998). Anzi è bravo il secondo portiere Brad Guzan a salvare il team da un passivo più pesante.
Mercoledì 10 agosto, 2010 - New Meadowlands Stadium – East Rutherford, NJ
USA vs. Brasile 0-2
Marcatori:
BRA - Neymar (Andre Santos) 29'
BRA - Pato (Ramires) 45'+1'
USA: 1-Tim Howard (18-Brad Guzan, 46); 2-Jonathan Spector, 5-Omar Gonzalez, 3-Carlos Bocanegra (cap.) (21-Clarence Goodson, 62), 12-Jonathan Bornstein; 11-Alejandro Bedoya (9-Herculez Gomez, 67), 4-Michael Bradley, 19-Maurice Edu, 22-Benny Feilhaber (16-Sacha Kljestan, 46); 10-Landon Donovan (20-Robbie Findley, 62), 14-Edson Buddle (17-Jozy Altidore, 46)
Non entrati: 6-Steve Cherundolo
CT: Bob Bradley
BRASILE: 1-Victor, 2-Dani Alves, 3-Thiago Silva, 4-David Luiz, 6-Andre Santos, 5-Lucas, 8-Ramires (18-Hernanes, 59), 10-Paulo Henrique Ganso (17-Jucilei, 89), 7-Robinho (capt.) (20-Diego Tardelli, 81), 11-Neymar (19-Ederson, 72; 16-Carlos Eduardo, 75), 9- Pato (21-Andre, 67)
Non entrati: 12-Jefferson, 13-Rever, 14-Henrique, 15-Marcelo, 22-Renan, 23-Rafael
CT: Mano Menezes
Ammoniti: BRA – David Luiz 70'
Arbitro: Silviu Petrescu (CAN), A1: Joe Fletcher (CAN), A2: David Belleau (CAN), Quarto uomo: Mark Geiger (USA)
Spettatori: 77.223
Man of the Match: Neymar (BRA), Brad Guzan (USA)

Nessun commento:
Posta un commento