I "Crest" dei team della MLS

I "Crest" dei team della MLS
Gli stemmi delle 19 compagini MLS anche per la stagione 2014

MLS Blog Italia: Proviamo a ripartire!

Cari amici lettori del blog "Major League Soccer Italia",

il 2013 è stato per chi scrive un anno durissimo da affrontare e ciò ha dovuto imporre uno stop all'attività di questa pagina sul soccer nord-americano.

Come vi avevo scritto lo scorso ottobre, la volontà del sottoscritto era di riprendere le pubblicazioni e gli aggiornamenti.

Ora, è il momento di riprovarci! Cambierò gradualmente qualcosa a livello grafico e non solo e proveremo anche a recuperare anche parte del regresso.

Le porte per collaborazioni e suggerimenti, come sempre, sono sempre aperte alle Vostre email.

Un abbraccio "virtuale" a voi tutti che spero di ritrovare ancora al mio fianco in questa passione per il mondo del calcio, soccer come dicono, in Nord America.


Giuseppe


domenica 25 aprile 2010

Recap MLS 2010: 5th Week

La quinta settimana della Major League Soccer, dopo il prologo infrasettimanale tra Dallas e Sounders, si è snodato lungo un ricco menù di gare al sabato sino al posticipo domenicale sempre con il team di Seattle in campo a Toronto. Unico team ad osservare un turno di riposo sono i DC United.

L'apertura del sabato è stata la sfida tra Red Bulls New York e i Philadelphia Union, i due team si ritroveranno ad inizio della prossima settimana nuovamente in campo contro nel preliminare per l'US Open Cup. Partita equilibrata per la prima frazione con prevedibile predominio dei padroni di casa che trovano il vantaggio al 50' quando su un cross da destra di Jeremy Hall, Seitz esce a vuoto spalancando la porta al colpo di testa del centravanti ghanese Salou Ibrahim. Il giovane portiere macchia così in modo indelebile anche questa gara seppur nel complesso compie dei buoni interventi.

La reazione degli Union porta subito al pari, fuga sull'out destro del venezuelano Alejandro Moreno che serve un assist al francese Sebastian LeToux per un agevole tap in sul secondo palo. I Red Bulls trovano il nuovo vantaggio dal dischetto degli undici metri con Angel, penalty frutto di uno sciagurato intervento di Orozco che goffamente salta per colpire di testa ed invece si ritrova il pallone sul braccio.

La formazione dello svedese Hans Backe consolida la sua leadership nell'Eastern Conference in questo avvio di stagione e rimane imbattuta tra le mura della della nuova Red Bulls Arena di Harrison.

I Columbus Crew s'impongono di misura sui campioni uscenti del Real Salt Lake, riscattando la sconfitta nella finale della passata conference. Decide un rigore concesso per atterramento di Rogers ad opera di Russell, e decide dagli undici metri l'argentino Guillermo Barros Schelotto.

Un risultato che in verità premia forse in modo eccessivo i Crew, sia per quanto fatto vedere dai RSL specie nel secondo tempo e perchè la formazione di Kreis oltre che sciupare ghiotte occasioni, recrimina per qualche situazione dubbia in area e su una rete apparentemente ingiustamente annullata.

A Boston, Colorado s'impone nella sfida degli ex -il doppio scambio Gibbs-Burpo per Larentowicz-Thompson - con i Revs. Vantaggio del team di Denver con il fantasioso centrocampista Mehdi Ballouchy con un diagonale dal limite su cui il portiere di casa non appare impeccabile. Immediata la replica dei Revs che trovano il pari con una punizione dal limite calciata magistralmente sotto la traversa dal neo-acquisto serbo Marko Perovic (foto contro il Barcellona, in Champions League con la maglia del Basilea).

Colorado però si dimostra più in palla e crea numerosi problemi già nel primo tempo a Burpo che si salva in più occasioni con molta fortuna, anche aiutato dai legni che lo soccorrono prima su una bicicletta di Ballouchy e poi su un diagonale di Larentowicz. Nella ripresa arriva una prodezza balistica di Pablo Mastroeni che sfrutta un appoggio di Casey per scagliare una sassata dal limite all'incrocio alla sinistra di Burpo.


I Fire s'impongono per 2-0 sui Dynamo in un match condito da un finale surriscaldato dai falli e dai cartellini (rossi per Cruz e Klos) ed in cui i Dynamo hanno perso per un serio infortunio Geoff Cameron. Le reti dei reds della città del vento portano la firma di due centrocampisti: Baggio Husidic (primo centro per il bosniaco, abile in un tap in di testa su corta respinta di Onstad ad un tiro dal limite di Ward) e di Peter Lowry.

Pari senza reti tra Wizards e Galaxy, ma match non privo di emozioni ed in particolare a distinguersi sono stati i due numeri uno, specialmente quello dei californiani Ricketts. Anche se l'immagine cartolina del match è un incredibile gol fallito da Kei Kamara che cicca clamorosamente sulla linea della porta incustodita e poi accompagna il pallone con il braccio in fondo alla rete. Il tocco di mano seppur apparentemente involontario non sfugge all'arbitro che nega la concessione del gol.

I Chivas Usa hanno la meglio nel derby californiano con i San Jose Earthquakes: la formazione di Martin Vasquez trova il vantaggio con una bella conclusione dal limite di un volitivo Sasha Kljestan, il pari degli ospiti arriva dal dischetto con Chris Wondolowski.

Nella ripresa i Goats trovano l'allungo decisivo con Braun (foto dx), seppur la sfortuna penalizza non poco il team di Yallop che dopo aver sfiorato in più occasioni il gol, incassa in contropiede il terzo con Chijindu prima di accorciare le distanze in pieno recupero con una conclusione dal limite del rookie Beitashour.

Nel posticipo domenicale, infine, i rabberciati Sounders cadono al "BMO Field" di Toronto per 2-0 per le reti di Dwayne DeRosario e O'Brien White. Sounders sciuponi in campo, creano molto ma non concretizzano pagando la scelta di Schmid di non schierare alcun centravanti di ruolo e il solo Ljungberg in avanti contro una difesa come quella canadese spesso in affanno. Toronto ancorata alle giocate di capitan "DeRo" che prima porta in vantaggio i suoi e poi serve al compagno la rete che chiude la gara, ma per Preki c'è molto da lavorare per quanto visto in campo. Dubbi sulle scelte di turn over di Seattle che forse avrebbe dovuto concederlo al centrale Tyrone Marshall visibilmente non in giornata.

Gomez: le dieci fatiche di Herculez valgono il titolo di capocannoniere del Bicentenario

Un americano sul trono di capocannoniere del torneo messicano, per di più in quello del Bicentenario (2010), probabilmente nessuno l'avrebbe previsto.

E verosimilmente questo sogno non aveva neppure accarezzato Herculez Gomez, quando ai primi di gennaio lasciò "out of contract" i Kansas City Wizards per indossare la maglia del Puebla in Messico con cui debuttò nella Superliga che assegna due posti per i turni preliminari della Coppa Libertadores.
Eppure il ragazzo americano che in MLS tranne che agli esordi con i Los Angeles Galaxy, ha quasi sempre giocato da esterno di centrocampo sia con i californiani che successivamente con Colorado Rapids e Wizards, ha inaspettatamente trovato una straordinaria verve realizzativa.

Ciò a dispetto che nel Puebla solo occasionalmente abbia trovato posto nell'undici titolare (guidato da un'altra vecchia conoscenza della MLS, il guatemalteco Carlos Ruiz), e che ha dovuto saltare l'ultima gara del torneo del Bicentenario a causa della doppia ammonizione patita nel match precedente contro il Cruz Azul.

Con dieci reti Herculez Gomez si laurea capocannoniere del torneo 2010, seppur a pari merito con Javier "Chicarito" Hernandez del Chivas (e già annunciato nuovo acquisto del Manchester Utd) anch'egli assente per infortunio nell'ultimo turno e del peruviano Johan Javier Fano dell'Atlas che nonostante a differenza dei colleghi sia sceso in campo non è riuscito a segnare e staccarli per lo scettro di miglior marcatore.

Dieci gol pesanti quelli di Gomez, per di più inattesi che ovviamente hanno solleticato le fantasie degli sportivi americani, anche perchè l'attacco è uno dei punti dolenti della selezione Usa del ct Bob Bradley. Del resto la storia dei mondiali è piena di capocannonieri inattesi a coronamento di una stagione di straordinaria "grazia" sportiva come ad esempio fu il celebre caso dell'azzurro Totò Schillaci ad Italia '90.

E pare che Bradley voglia premiare il giocatore riportandolo in nazionale per lo stage preparatorio al mondiale per valutarne gli ultimi progressi, ed anche questo sarebbe il segno di un fato benevolo.

venerdì 23 aprile 2010

Bradley e la rosa dalle 23 spine

Non c'è rosa senza spine. Comporre l'elenco dei prescelti per la spedizione dei mondiali in SudAfrica si rivela, giorno dopo giorno, faticoso e complesso per il commissario tecnico statunitense Bob Bradley.

Il calendario corre veloce, e così i giorni scorrono ed il count-down inizia drammaticamente ad imporre delle scelte risolute nella composizione del roster. Ai primi campionati del mondo di calcio in terra africana mancano oggi "appena" 49 giorni come ci ricorda puntualmente il sito Gazzetta.it nella sezione dedicata all'edizione 2o10 del torneo iridato.

Tanti i turbamenti ed i dubbi che immaginiamo possano accompagnare Bradley, proviamo a metterci nei suoi panni e tentiamo di anticipare le mosse che dovrebbero portare dapprima ai 3o nomi del pre-camp e poi alla definizione del più ristretto gruppo finale.

Infortuni: Un primo snodo sulle scelte rigurda la conta degli infortunati, vedere chi in questi mesi ha recuperato, chi lentamente progredisce e chi sarà out. Un passo indietro, nei mesi lo staff americano si è dovuto allarmare per quella che rasentava una vera emergenza indisponibili.

Partiamo dal "naturalizzato" Jermaine Jones (Schalke 04) che da quando ha ripudiato la natia Germania per i paterni Usa con tanto di assenso FIFA, non ha potuto calcare il terreno di gioco per le conseguenze di un lungo infortunio.

Poi la malasorte, in quaranttott'ore bersagliò il gruppo con il gravissimo incidente stradale all'attaccante Charlie Davies (per fortuna bisognerebbe dire, visto che il giocatore del Sochaux ha rischiato la vita...) e l'infortunio nel match con il Costa Rica all'allora neo milanista Oguchi Onyewu. E meno male che l'infortunio successivamente occorso a Clint Dempsey si è rivelato meno serio del previsto.

In genere la tendenza dei selezionatori delle varie nazionali in queste competizioni è di ripartire le maglie in base ai reparti: 3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 4 attaccanti. Se la difesa è schierata a tre magari si potrebbe recuperare un elemento in chiave offensiva, diversamente una simile scelta andrà a discapito di un centrocampista. Altro elemento fondamentale per dirimere le scelte è il riscontro del dono della duttilità.

Portieri: Pochi dubbi per questo reparto, Tim Howard (Everton) rappresenta una buona garanzia, la sua prima alternativa è costituita da Brad Guzan (Aston Villa, dove però è il vice dell'eterno connazionale Brad Friedel). La vera lotta è per il nome del terzo keeper: ad oggi il favorito sembrerebbe Marcus Hahnemann (Wolverhampton). Alla Confederation Cup era presente Robles (Kaiserslautern), le cui quotazioni sono però al ribasso. Gli altri pretendenti sono Troy Perkins (DC United) e Nick Rimando (Real Salt Lake). Difficile ipotizzare che a sopresa Bradley tagli un portiere per un giocatore di movimento in più.

Difensori: capitan Bocanegra (Rennes), Bornstein, Jay DeMerit (Watford), Jonathan Spector (West Ham) hanno già pronto il passaporto. Quasi certamente tra i prescelti vi dovrebbe essere l'ex centrale di Dallas Clarence Goodson (IK Start) apparso migliorato dall'esperienza nel torneo norvegese. Il vero snodo sarà il pieno recupero di Onyewu e di Steve Cherundolo (Hannover). In ballo vi è una maglia teoricamente per un terzino sinistro con in lotta il "messicano" Castillo e Heath Pearce.

Se Onyewu non fosse recuperabile: la lotta al sostituto sembra favorito Chad Marshall dei Crew, ma occhio ai giovani Orozco e Omar Gonzalez. Apparentemente fuori dai giochi il veterano Conrad, Gibbs e Parkhurst (spesso in standby in Danimarca).

Centrocampisti: Benny Feilhaber e Ricardo Clark sembrano aver superato i propri infortuni, ancora da verificare la disponibilità di Stuart Holden (il giocatore del Bolton infortunatosi nel match amichevole della nazionale in Olanda). In forte ascesa le quotazioni di Maurice Edu che ha ritrovato il campo con i Rangers in Scozia, e alla fine tra i prescelti dovrebbe esserci anche il compagno ai Gers, l'ala DaMarcus Beasley.

Le certezze assolute sono Clint Dempsey e Michael Bradley (figlio del ct), quasi impossibile il debutto di Jermaine Jones. I ballottaggi riguardano una maglia per cui sono in corsa in tanti, forse troppi: Kljestan, Torres (Pachuca), Rogers, Gaven, Quaranta e persino valutare un ripescaggio in extremis di Convey. Altri pretendenti potrebbero essere il duttile Cameron (Dynamo), Alejandro Bedoya (svedesi dell'Orebro) e poi c'è l'enfant prodige Freddy Adu.

Le maglie potrebbero essere due qualora si confermasse il forfait di Holden, ma non escludere neppure l'ipotesi che nel plotone dei centrocampisti sia incluso anche Donovan.

Attaccanti: Landon Donovan come detto precedentemente potrebbe rivestire il doppio ruolo di centrocampista e punta, offrendo al ct Bradley l'occasione di comporre un reparto con il baby Jozy Altidore ed altri tre.

Il presidente del Sochaux ha escluso pochi giorni addietro un ritorno in campo in questo finale di stagione di Charlie Davies, e per lui quindi i giochi sembrano chiusi. In ribasso le quotazioni di Kenny Cooper (non è riuscito ad evitare la retrocessione del Plymouth Argyle in Third Division) ed Eddie Johnson (Cuper lo impiega nell'Aris con il contagocce e da sostituto), mentre risalgono le quotazioni di un elemento versatile quale Chris Rolfe (approdato ai danesi dell'Aalborg).

Stabili le quotazioni dell'esperto Brian Ching (aspettando il ritorno in campo ad inizio maggio) e Robbie Findley (RSL), mentre il più vicino alla maglia appare Conor Casey. Il fiuto del gol mostrato in queste ultime settimane da Herculez Gomez (al Puebla in Messico), Edson Buddle e Jeff Cunningham potrebbe portare a clamorose sorprese last-minute. Del resto è noto a tutti come spesso ai mondiali un goleador a sorpresa può spesso uscire dall'anominato con repentina casualità come Totò Schillaci nel 1990.

Cunningham salva Dallas nel prologo della Week 5

Pari a suon di gol nel prologo della Week 5 della Major League Soccer che vedeva impegnate al Pizza Hut Park di Frisco, i padroni di casa dell'FC Dallas e i Seattle Sounders.

Il team texano di Schellas Hyndman salva il risultato con un dubbio rigore concesso in pieno recupero e trasformato dal cannoniere degli Hoops Jeff Cunningham (due quelli firmati dal capocannoniere del passato torneo), ma continua a rimandare l'appuntamento con la prima vittoria stagionale.

Differentemente il team di Sigi Schmid può recriminare, ma all'orizzonte vi è l'opportunità di rifarsi nel posticipo domenicale che li vedrà impegnati nuovamente in trasferta a Toronto.

Dallas scende in campo con l'ormai consueto 4-5-1, in cui Daniel Hernandez è il perno basso della mediana a protezione della difesa, mentre a destra Atiba Harris e più centralmente David Ferreira hanno i compiti di supportare l'unica punta Cunningham. In difesa Sala è preferito nuovamente ad Hartman tra i pali, Loyd e Benitez sono gli esterni, George John e Ihemulu i centrali.

I Sounders rispondono con il consueto assetto in difesa, Keller tra i pali, e linea composta da destra a sinistra con Riley, Marshall, Hurtado e Gonzalez. A centrocampo tandem centrale con Alonso e Evans, a destra debutta dal primo minuto il rookie David Estrada con a sinistra Zakuani. Tandem offensivo Montero-Levesque. Partono quind dalla panchina Noonan e Fred Ljungberg.

La gara si sblocca al 26' quando Hurtado lascia sfilare un innocuo lancio di trenta metri verso Keller, ma senza offrire sufficente protenzione è abile Cunningham ad inserirsi alle spalle del difensore colombiano e quasi inevitabile arriva il contatto tra l'attaccante e il portiere. Per l'arbirto Terry Vaughn rigore netto mentre l'esperto portiere dei Sounders è graziato di un cartellino giallo .

Dagli undici metri Cunningham batte Keller per il provvisorio 1-0 con un rasoterra all'angolino a destra del portiere che intuisce ma non ci arriva; la replica degli "emeralds" non si fa attnedere e dieci minuti dopo è parità: Alonso rilancia sulla sinistra Steve Zakuani che con un'accellerazione da velocista s'invola lasciando sul posto Loyd e penetra in area dove non arriva la chiusura del centrale e con un preciso diagonale supera Sala.

Ad inizio ripresa l'anglo-congolese dei Sounders, prima scelta del SuperDraft '09, da sinistra serve un tagliente assist in area a Roger Levesque che però conferma lo scarso feeling con il gol calciando sopra la traversa.

Il gol è invece nel sangue del centravanti colombiano Fredy Montero che regala il vantaggio ai Sounders al 55' con una splendida punizione di giro sopra la barriera da oltre trenta metri sorprendendo nettamente Sala.

Seattle che ad inizio ripresa aveva dovuto rinunciare a Keller inserendo il secondo portiere Terry Boss al debutto ufficiale in MLS, prova ad amministrare la gara ed a ruotare gli elementi inserendo Noonan e Ljungberg per Estrada e Montero. Dallas nel tentativo di recuperare muta un pò il proprio assetto inserendo i dinamici Avila e Shea, e nel finale il giovane attaccante Yeisley.

Ed è proprio il rookie a risultare decisivo nel finale del match, in pieno recupero cattura un rimpallo al limite dell'area e tenta una penetrazione, qui dopo un primo contrasto, ne affronta un secondo contro due difesori del team ospite allungandosi il pallone e poi cadendo. L'arbitro assegna il rigore che in verità appare dubbio, dal dischetto ancora Cunningham che al 93' trasforma calciando alla sinistra di Boss per il 2-2 finale.

giovedì 22 aprile 2010

Finale CCL: primo round al Cruz Azul

Il primo round della finale della Concacaf Champions League 2009 va al Cruz Azul che davanti ai propri tifosi s'impone per 2-1 sull'altra finalista Pachuca.

Il trofeo sarà assegnato la prossima settimana quando a campi invertiti si disputerà il ritorno sul campo del Pachuca che proverà a ribaltare il risultato maturato ieri notte.

La gara è sbloccata al 20' dall'attaccante argentino Emanuel Villa, abile a sfruttare un errore marchiano di un difensore del Pachuca su un lungo rinvio del portiere degli azules. Il raddoppio arriva poco dopo (24') con una sfortunata deviazione del difensore Gerardo Rodriguez che spiazza il proprio portiere deviando incautamente in rete un cross da destra.

Qui inizia un'altra sfida ed è il Pachuca a cingere d'assedio la porta del Cruz Azul, e trovare solo al 69' la rete che riapre il match con l'esterno sinistro argentino Damian Alvarez (per lui una breve parentesi da giovanissimo alla Reggina proveniente dal River Plate).

Paradossalmente il Cruz Azul ritorna a farsi pericoloso quando rimane in dieci per l'espulsione di Dominguez, colpendo per due volte il palo nel finale prima con un diagonale e poi con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner.

La finale di ritorno decreterà chi parteciperà al prossimo mondiali per team, ed il Pachuca confida di ribaltare il risultato ed aggiudicarsi la CCL per due edizioni consecutive.

lunedì 19 aprile 2010

Recap MLS 2010: 4th Week

Intensa quarta settimana di gare quella della MLS 2010, aperta dal turno infrasettimanale tra Toronto e Philadelphia Union, e chiusa domenica con il team canadese nuovamente in campo nel posticipo in casa dei Colorado Rapids.

Nel mezzo un ricco programma al sabato con tanti spunti, gol e analisi su cui porre la nostra attenzione. Per tanti team in campo, uno però invece ha riposato ovvero i Crew che in calendario non avevano gare.

Dell'anticipo tra Toronto e Philadelphia abbiamo già scritto precedentemente in modo fin troppo dettagliato, ed allora vi rimandiamo allo specifico articolo.

La giornata di sabato si apre con il sofferto successo dei Sounders che al "QWest" riescono ad imporsi sui Kansas City Wizards praticamente all'ultimo assalto. Al 91' decisivo il primo gol del giovane Michael Fucito, italo-americano ex Harvard scelto dai Sounders nel Superdraft '09.

Curioso la parabola calcistica di Fucito, maglia numero 2 dei Sounders, ma in realtà centrocampista offensivo, già nel roster del passato torneo ma con qualche scampolo di gara soltanto nelle amichevoli con Chelsea e Barcellona. A novembre insieme agli altri rookies Neagle ed Evan Brown era stato messo nella waiver list da Sigi Schmid che però lo ha invitato a svolgere il preseason con gli Emerald al pari di Neagle.

Alla fine per lui è arrivato un nuovo contratto, a discapito del mediano scozzese ex Wizards Souter, anche per sopperire numericamente al deficit numerico di giocatori offensivi che i Sounders dovevano affrontare per l'infortunio a Jaqua, l'arrivo in estate di Blaise Nkufo e la giovane età del colombiano Montano (ingaggiato dagli argentini del Quilmes, ma non ancora ufficialmente nel roster).


La sfida con i Wizards è stata equilibrata, anche perchè il 4-5-1 di Vermes era votato al contenimento degli avversari. La svolta in pieno recupero quando due "subs" confenzionano il gol dei Sounders: direttamente con una rimessa laterale Evans taglia la difesa dei Wizards servendo Fucito che scatta alle loro spalle e con un diagonale sottomisura beffa Nielsen.

La posizione di Fucito è alle spalle della difesa del team di Kansas City, ma su rimesse laterali non esiste fuori gioco e quindi gol regolarissimo.

All'Home Depot Center, i Los Angeles Galaxy sfidavano i Real Salt Lake in un remake della finalissima della passata MLS Cup. Il team campione in carica però si presentava un pò incerottato per diversi elementi indisponibili (Morales, Grabavoy, Wingert) e l'affaticato ex Robbie Findley inizialmente in panchina. La formazione di Bruce Arena all'ultimo registrava il forfait del centrale brasiliano Leonardo sostituito in mezzo da Franklin con l'impiego sull'out destro di DelaGarza.

All'11' su un angolo calciato da destra da Donovan, Edson Buddle sale al terzo piano per schiacciare di testa alle spalle di Rimando, ma al 40' arriva il pari del team dello Utah sempre sugli sviluppi di un corner, con Beckerman che al limite raccoglie la respinta e trova il pari con una conclusione su cui non è impeccabile il portiere jamaicano Donovan Ricketts. Al 75' arriva il nuovo e definitivo vantaggio dei californiani e manco a dirlo a firma di Buddle, servito al limite dell'area dal brasiliano Juninho, che fa secco Rimando. Settimo centro stagionale per il centravanti capocannoniere del torneo 2008 che si candida autorevolmente ad una chiamata di Bob Bradley alla ricerca disperata di un fromboliere per l'U.S.Team.

Rimaniamo in California, poco più a nord per registrare la seconda vittoria stagionale dei San Jose Earthquakes che superano per 2-0 i New England. Al 56' è Chris Wondolowski a portare in vantaggi i suoi servito in verticale su un'azione nata da un recupero dell'ex Montreal Impact Joey Gjertsen e con un bell'assit di Ryan Johnson. Il raddoppio arriva al 71' su angolo di Convey che trova sul secondo palo la testa del rookie Ike Opara. Per il giovane centrale, ex Wake Forest, è il secondo centro stagionale dopo quello valso il successo nel precedente turno a Chicago. Revs recriminano per una ghiotta occasione fallita dal serbo Marko Perovic sul risultato ancora di 0-0.

Rimaniamo nella Western Conference, e ci spostiamo in Texas, dove gli Houston Dynamo superano nettamente per 3-0 i Chivas Usa. Apre le danze Cameron (11') con un preciso tiro dal limite, dopo essersi inserito tra le maglie larghe del secondo team di Los Angeles su una verticalizzazione di Ashe. Il raddoppio è una conclusione da quasi trenta metri del jamaicano Lovell Palmer, rinforzo di stagione prelevato dall'Harbor View, che da posizione defilata converge verso il centro e poi lascia partire un missile nel sette alla sinistra di Thornton.

Nel secondo tempo gloria anche per il ghanese Domenic Oduro (64'), gran merito della rete però a Brad Davis che s'incunea nella difesa californiana e sull'uscita di Thornton serve al centro l'attaccante per un facile tap in. Chivas alle prese con tanti infortuni (Galindo, Jazic, Saragosa, metre Romero era in El Salvador per un permesso familiare) e tanti problemi tattici.

L'altra compagine texana, Dallas soccombe sul terreno dei Red Bulls che vincono in una sofferta rimonta: Dax McCarty (9') porta i suoi in vantaggio con una deviazione sottomisura su invito da destra di Heath Pearce. Mattatore di giornata nella rimonta del team di Backe è Juan Pablo Angel che al 55' pareggia con una conclusione in contro tempo su assist da sinistra dell'area di rigore di Lindpere, poi fallisce un primo rigore concesso per un fallo di Loyd su Kandji e su cui è strepitoso il portiere argentino Sala e poi ne segna un secondo concesso all'89' per un'atterramento al limite dell'area di Ubiparipovic.

Non solo Angel, tra i protagonisti del successo del team di Backe, ma anche il portiere senegalese Bouna Coundoul che salva in più occasioni i suoi, ed in particolare compie una strepitosa deviazione (la dea bendata aiuta perchè la palla si stampa sul palo) su una conclusione da due passi del fantasista degli Hoops David Ferreira.

Al RFK, va in scena la sfida tra i DC e i Fire due team che fin qui hanno parecchio deluso. I DC attaccano spesso a testa bassa, ma è la formazione di DeLosCobos a farsi preferire per il fraseggio sebbene il reparto mediano (schierato a quattro e non più a tre), ciò nonostante le assenze di Pause, Thorrington e Ward.

I Fire sfiorano il gol con Collins John nel primo tempo e trovano la svolta nella ripresa con l'ingresso in campo dell'esperto Brian McBride, e trovano al 79' il vantaggio con il guatemalteco Pappa che si conferma centrocampista dai piedi buoni e dal discreto fiuto del gol, e raddoppiano all'88 con l'ex centravanti di Everton e Fulham.

Notte fonda, invece, per i DC con i tifosi che mugugnano lasciando anzitempo gli spalti e al triplice fischio, e traballa vistosamente la posizione di Curt Onalfo alla guida del team ancora sul fondo della classifica con zero punti ed in caso di un nuovo ko sembra probabile il suo esonero. Si sussurra di una possibile panchina affidata a John Harkes, ma la dirigenza del team della capitale vorrebbe portare un tecnico sudamericano (i tifosi sarebbero felice di riabbracciare in una nuova veste Etcheverry).

Nel concreto i DC sembrano non riuscire ad adattarsi al 4-4-2 proposto dall'ex tecnico dei Wizards, ed i problemi maggiori sembrano in fase di costruzione di gioco dove si paga la rinuncia ad un vero organizzatore della manovra. Qualcuno, però, ricorda che nel 1996 al debutto della lega, l'allora formazione di Bruce Arena e del vice Bob Bradley raccolse quattro sconfitte in altrettante gare. Poi quella squadra si aggiudicò la MLS Cup 1996 e 1997.

Nel posticipo i Colorado Rapids hanno superato per 3-1 Toronto. Vittoria meritata del team di Gary Smith, sebbene tutte le marcature sono arrivati attraverso calci piazzati. Vantaggio con un dubbio rigore trasformato da Conor Casey al 23', pari dagli undici metri al 56' di DeRosario, ma al 70' Jeff Larentowicz sorprende Frei con una punizione dal limite sul primo palo che passa la barriera per un "buco" di DeGuzman. All'84' ancora Casey dal dischetto chiude il match per il 3-1 finale.

venerdì 16 aprile 2010

Prima gioia per Toronto nel prologo alla Week 4

La Week #4 del torneo MLS 2010 si è aperta giovedì notte con il prologo tra Toronto e Philadelphia Union, e diversamente da quanto fatto nelle precedenti settimane scriviamo da subito un breve sunto al match in un post che sarà destinato ad ospitare in work in progress anche i commenti delle gare in programma nel week-end.

Una sfida quella del "BMO Field" tra due team ancora cantieri aperti. I Phillies erano giunti in Canada galvanizzati dal loro primo successo assoluto nella lega contro i DC, mentre Toronto appare ancora attardata soprattutto nell'idea concettuale di una squadra, forse assemblata senza un vero e proprio disegno.
Preki - reduce dal poker di reti subite nella seconda frazione di gioco al "Foxboro" di Boston - vara una difesa inedita davanti al portiere svizzero Frei, con Attakora e il debuttante Adrian Cann in mezzo, e gli altri due nuovi arrivi sulle fasce: a destra il russo Maksim Usanov ed a sinistra il lettone Raivis Hscanovics (già in campo contro i Revs). Folto centrocampo a cinque alle spalle di De Rosario: con De Guzman nel ruolo di incursore offensivo, Gargan a destra, La Brocca a sinistra, Saric e Sanyang in mezzo.

Nowak guida i suoi ancora dalla tribuna e lascia la guida del team al suo secondo John Hackworth e risponde riproponendo l'undici iniziale che ha superato i DC: Seitz in porta, Arrieta, Califf, Orozco e Harvey nel reparto arretrato; Fred, Jacobson, Miglioranzi, e Torres in mediana, Le Toux e Alejandro Moreno davanti.

Toronto dovrebbe fare la partita anche perchè sospinta dai quasi 22.000 tifosi presenti e tutti imbardati in reds, ma sono gli Union a farsi preferire per la prima mezz'ora di gioca per le trame. Anche perchè Toronto si distingue per lo più per entrataccie, come quella da rosso diretto di Hscanovics sull'italo-americano Arrieta, ma il lettone rimedia un giallo. Poco dopo da un giallo sacrosanto è graziato anche il mediano argentino Martin Saric (foto dx, con la maglia dei sloveni del Celje), ma non il russo Usanov.

La svolta della gara arriva al 33', il "mohicano" Danny Califf effettua un normale retropassaggio al portiere Seitz che si appresta al rinvio, ma nel mentre l'esperto difensore alza il gomito contro il volto di De Guzman che era andato in pressing.

Inevitabile il cartellino rosso per il gesto antisportivo oltrechè falloso di Califf, punizione dal limite calciata da Dwayne De Rosario, un rasoterra che sembra destinato comodamente in bocca alle braccia di Seitz, ma l'ex numero uno del team olimpico combina la "frittata" (la seconda in due gare) e il pallone rotola oltre la linea bianca.

Ora le parti sembrano essersi invertite, Toronto ha dalla sua fattore campo, un gol di vantaggio e superiorità numerica, eppure in conclusione di primo tempo un'azione manovrata degli Union porta al pari: lo sigla con un preciso diagonale da dentro l'area il laterale mancino di difesa Jordan Harvey in sganciamento offensivo su assist del promettente colombiano Torres (foto dx).

Toronto incassa un gol a difesa schierata con il russo Usanov che non si accorge del movimento alle sue spalle di Harvey. Inevitabile con questo quadro di eventi che nell'intervallo Preki attui dei cambi e ridisegni il suo undici. Dentro due prime punte, O'Brien White e Chad Barrett, e fuori Usanov e Saric. Gargan scala a terzino destro, La Brocca si sposta sull'out destro della mediana con De Guzman in mezzo e De Rosario defilato a sinistra.

Ciò crea inevitabili problemi alla difesa degli Union che non aveva modificato il proprio assetto dopo l'espulsione di Califf. Ed Hackworth è costretto ad inserire il jamaicano Shavar Thomas togliendo quel "peperino" di Torres e posizionare Le Toux sull'out destro della mediana.

Nonostante la crescente pressione di Toronto che agisce con verticalizzazioni lungo verso la testa di Barrett e White e sugli inserimenti di De Rosario, Philadelphia tiene bene il campo con molto fraseggio e può rendersi anche pericolosa.

La gara sembra destinata al pari, ma all'80' ancora Seitz sposta l'ago della bilancia con un uscita bassa sui piedi di White che tagliava l'area in direzione opposta alla porta. Seitz devia il pallone, ma travolge anche l'attaccante dei reds: nessuna esitazione dell'assistente che indica all'arbitro il rigore. Sul dischetto De Rosario che calcia a mezza altezza sul palo alla destra di Seitz che intuisce ma non ci arriva, è il 2-1 e la terza marcatura stagionale per lui.

Nel finale Union sbilanciati e Toronto vicini al tris: contropiede White in profondità a Barrett, questi per De Rosario che sottomisura calcia sulla traversa l'occasione più comoda per la personale hat trick.

US Open Cup 2010: sorridono RSL e Colorado

Turn Over! La parola d'ordine nei due preliminari che porteranno ad assegnare due degli otto posti spettanti alla MLS nell'US Open Cup 2010 è stata proprio questa.

La ragione più evidente non è il concedere un turno di riposo, quanto poter valutare ed accrescere la condizione atletica delle seconde linee, magari poco impiegati nelle prime uscite di campionato.

L'altro aspetto curioso da registrare che in entrambi i casi è saltato il fattore campo. Sorprende forse più il risultato di martedì, con i Colorado Rapids abili a rimontare ed eliminare a domicilio i Kansas City Wizards.

La formazione di Peter Vermes solo pochi giorni prima aveva superato quella di Gary Smith al termine di una gara equilibrata capitalizzando un colpo di testa di Kei Kamara. La vendetta del team di Denver è arrivata con il passaggio del turno preliminare. Per conoscere la propria futura avversarià però dovrà attendere la prossima sfida tra Red Bulls e Union, e la successiva tra la vincente di questa e i New England Revolution.

La gara si sblocca al 4' per i Wizards quando una fuga sull'out sinistro del rookie Teal Bunbury, figlio di Alex e vincitore dell'Herrmann Trophy 2009, piazza un cross la cui parabola beffarda supera un non impeccabile Steward Ceus.


Al 24' arriva il pari degli ospiti sugli sviluppi di un corner dello scozzese Jamie Smith grazie all'ala ex Revs Wells Thompson. I Wizards creano numerose occasioni ma pecccano in zona gol: da registrare la presenza in campo nel corso della prima frazione dell'attaccante indiano Sunil Chhletri.

All'80', l'ex del match Claudio Lopez appena entrato offre ancora a Wells Thompson l''occasione per il raddoppio che vale la vittoria e la qualificazione.

Ieri nel secondo match preliminare, i Real Salt Lake espugnano il terreno dei San Josè Earthquakes. Una sfida già vista al Buck Stadium nella week one, quando i vincitori dell'ultima MLS Cup s'imposero nettamente trascinati dalle prodezze di Javier Morales.

Altra musica ieri, i RSL passano a condurre con Robbie Findley al 7', e trovano il raddoppio con il giovane centrocampista argentino Nelson Gonzalez (appena una presenza nello scorso torneo quando arrivò nel rush finale della stagione) al 60'.

Tutto sembra chiuso, ed invece no: il team di Yallop rimonta sino al 2-2 grazie alle reti di Leitch (68') e Arturo Alvarez (88'), e si arriva ai supplementari.

San Josè trova il nuovo vantaggio al minuto 1o3' con il rookie Justin Morrow, ma quasi allo scadere del secondo supplementare è Nat Borchers a firmare il 3-3 che porta i team alla lotteria dei rigori.

Il primo rigorista del team di casa è Arturo Alvarez che fallisce il tentativo di realizzazione, i Real Salt Lake invece sono impeccabili e strappano la qualificazione che li vedrà opposti nel prossimo turno alla vincente di DC-Dallas.

Pre-Round
27 aprile, NY Red Bulls-Philadelphia Union (vincente "a")
1st Round
da definire (12 o 19 maggio), "A"-New England Revolution (vincente 1)
13 aprile, Wizards-Colorado 1-2
28 aprile, DC United-Dallas (vincente 3)
14 aprile, Eartquakes-Real Salt Lake 3-3 dts, 4-5 rig.
2nd Round
vincente 1-Colorado (promossa in Open Cup)
vincente 3-Real Salt Lake (promossa in Open Cup)


_____________________
Wizards-Colorado 2-1

KC – Teal Bunbury 1 (Unassisted) 4

COL – Wells Thompson 1 (Jamie Smith 1) 24

COL – Wells Thompson 2 (Claudio López) 81

Colorado Rapids – Steward Cues, Kosuke Kimura (Drew Moor 46), Michael Holody, Scott Palguta, Danny Earls (Marvell Wynne 85), Mehdi Ballouchy, Ross LaBauex, Wells Thompson, Jamie Smith (Jeff Larentowicz 66), Quincy Amarikwa, Andre Akpan (Claudio López 79). Substitutes Not Used: Matt Pickens, Omar Cummings.

Kansas City Wizards – Eric Kronberg, Jonathan Leathers, Jimmy Conrad, Pablo Escobar, Korede Aiyegbusi (Michael Harrington 46), Chance Myers, Graham Zusi (Stephane Auvray 66), Craig Rocastle, Sunil Chhetri (Kei Kamara 46), Teal Bunbury, Josh Wolff (Birahim Diop 88).

Substitutes Not Used: Alex Horwath, Davy Arnaud, Aaron Hohlbein.

Discipline Summary:

KC – Sunil Chhetri (Caution, Reckless Tackle) 20

COL – Wells Thompson (Caution, Tactical Foul) 32

KC – Jimmy Conrad (Caution, Reckless Tackle) 60

__________

SJ -RSL 3-3, 5-3 rigori

Robbie Findley, 7th minute; Nelson González, 60th minute; Chris Leitch, 68th minute; Arturo Alvarez (Ramiro Corrales), 88th minute; Justin Morrow (Arturo Alvarez), 103rd minute; Nat Borchers (Robbie Russell), 117th minute;

RSL: Will Johnson, Kyle Beckerman, Robbie Findley, Robbie Russell e Andy Williams tutti gol. San Jose: Arturo Alvarez (fallito) Joey Gjertsen, Brandon McDonald e Ramón Sánchez gol.

San Jose: Busch; Leitch, Burling, McDonald, Corrales, Robles (Alvarez 61), Sánchez, Wondolowski (Eduardo 61, Jasseh 74), Morrow; Glen (Beitashour 13), Gjertsen
Real Salt Lake: Reynish; Beltran, Borchers, McKenzie, Wingert (Russell 31); Johnson, Warner (Beckerman 69), Alexandre, González (Williams 61); Findley, Saborío (Espíndola 80)

Misconduct

RSL -- Will Johnson (caution), 8th minute; Kyle Beckerman (caution), 88th minute

SJ -- Steve Beitashour (caution), 51st minute; Bobby Burling (caution), 108th minute

Attendance: 2,718

giovedì 15 aprile 2010

US Team: Aspettando Godot-Adu?

Aspettando Godot! Rivediamo e correggiamo la celebre opera teatrale di Samuel Beckett in ottica dell'US Team in Aspettando Adu.

La tragicommedia del soccer a stelle e strisce ruota intorno al piccolo "fenomeno" ghanese di nascita ed americano di adozione. Il grande assurdo è l'interrogativo che accompagna i dubbi dei fan sia del calciatore che della nazionale Usa: sarà presente nei 23 che il ct Bradley porterà al mondiale in SudAfrica?

Una domanda apparentemente comune, ma che in realtà in attesa della risposta dei fatti, ovvero la prima lista dei 30 pre-convocati prevista per l'11 maggio e da sfoltire fino al roster finale per la data dell'1 giugno, cela un vero e più allarmante interrogativo sul presente e ancor più sul futuro calcistico di un ragazzo appena ventenne.

Non siamo i soli che si pongono questo interrogativo, questo articolo nasce dalle osservazioni postate all'interno di un topic su Freddy Adu nel forum di playitusa/mls. Di là dell'Oceano Atlantico, argomentazioni consimili alle mie hanno mosso la penna di Grant Wahl in un pezzo pubblicato sul celebre Sport Illustrated, e di cui vi allego il link: http://sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1168400/index.htm .


I mondiali si avvicinano a tappe forzate, e con esse l'ora delle scelte per il ct Bob Bradley. La domanda non è semplicemente ci sarà Adu nei 23, quanto piuttosto, se sia utile inserire Adu tra i convocati e i perchè in un verso o nell'altro della scelta. Nel nostro piccolo proviamo a comprendere come stiano le cose ragionandoci su, fuori da ogni preconcetto e con serena obiettività.

La carriera agonistica di Freddy è stata precocissima, a 14 anni lo sbarco nella MLS con la pesante etichetta dell'enfant prodige, del piccolo buddha che possa guidare all'affermazione degli Usa nel football internazionale e al contempo del "soccer" nel cuore e negli interessi dello sport-business degli americani.

Le capacità tecniche di questo ragazzo nato in Ghana, ed emigrato con la madre e i fratelli negli Usa rappresenta già di suo una piccola favola di successo, sono indubbie. Tuttavie non da renderlo ad oggi quel campione di levatura internazionale che a pari età sono stati i vari Pelè o Maradona, o per rimanere al presente gente come Ronaldo, Ronaldinho, Raul, Cristiano Ronaldo o Lionel Messi.

La sua esperienza professionale, a dispetto dell'età, inizia ad annovare diversi capitoli: DC United, Real Salt Lake, Benfica, Monaco, Belenenses, e da gennaio l'Aris Salonicco oltre che le varie rappresentative nazionali americane sin dai team giovanili.

Un ricco bagaglio di vita calcistica condensato in pochi anni, e tante delusioni che hanno sgonfiato la sua immagine di calciatore. Il calcio è così, una grande promessa rischia di bruciarsi presto e spegnersi brevemente se alle dote tecniche non abbina la testa, e non si avvale di buoni consiglieri.

Al di là dei soldi piovuti con ingaggi e contratti di sponsor importanti (su tutti la potente Nike), quel che appare più difficile comprendere è l'attuale dimensione di questo ragazzo: dove e come collocarlo sia tatticamente che dentro uno spogliatoio alla vigilia di una competizione come i mondiali in cui spesso determinante risulta la coesione dello spogliatoio.

Personalmente non credo che gli Usa possano imporsi ai mondiali, ritengo che il team di Bradley abbia goduto di un buon sorteggio che li ha inseriti in un girone alla loro portata anche se il primo scoglio, l'Inghilterra di Capello, è probabilmente una delle pretendenti più autorevoli a succedere all'Italia sul trono.

Dove possono arrivare gli Usa? Ottimisticamente direi agli Ottavi, seppur i dubbi sono molteplici anche alla luce di una serie di infortuni che hanno penalizzato il gruppo in questi mesi, e di seconde linee non sempre all'altezza dei titolari. Nei fatti manca un centravanti dal gol facile, ed un terzino sinistro di spessore internazionale.

Capitolo Adu: il talento è indubbio, la sua collocazione tattica e la capacità di incidere nel gioco invece rappresentano le incognite. Adu è un giocatore offensivo, è più un fantasista che una punta anche perchè penalizzato da un fisico non ancora ben sviluppato e consolidato.

Nei fatti concreti è però un doppione di Landon Donovan e Clint Dempsey, elementi inamovibili nello scacchiere tattico americano, elementi che hanno mostrato sia con la maglia della nazionale che nei rispettivi club di aver raggiunto uno standard di continuità di rendimento neppure inimaginale per il ragazzo di Baltimora.

E per il ct Bob Bradley ora vi sono anche ulteriori alternative a disposizione che potrebbero offrire caratteristiche differenti da quelle di Adu, as esempio c'è Stuart Holden. L'ex Houston Dynamo, ora emigrato al Bolton è un elemento che può ricoprire tre ruoli nel fronte mediano-offensivo di un team. C'è un DaMarcus Beasley che mostra timidi segnali di ripresa con i Rangers ed è un giocatore esperto a livello internazionale oltre che ala pura impiegabile su entrambe le fasce.

Non solo loro, però: ci sono elementi come Sasha Kljestan, il "messicano" Francisco Torres, Robbie Rogers, Chris Rolfe, ed ultimo da non sottovalutare il quasi carneade Alejandro Bedoya in forza agli svedesi dell'Orebro. Chissà offrire una nuova chance ad Herculez Gomez che emigrato nel 2010 in Messico nel Puebla si sta segnalando per un'inaspettata vena realizzativa, e certe coincidenze negli anni dei mondiali, si sà, è bene non sottovalutarle!

Difficilmente Bradley potrà variare le proprie scelte sulla suddivisione del roster tra 3 portieri, 8 difensori, 8 difensori e 5 attaccanti. Ora consideriamo che due di questi centrocampisti possano rivestire ruoli più offensivi e l'individuamo per gioco in Beasley e Dempsey, ed aggiungiamo un terzo in Holden. In attacco dei cinque diamo certi in due: Altidore e Donovan, rimangono tre maglie, ma anche qui il gioco potrebbe portare a considerare una maglia in favore di Dempsey che liberebbe un posto ad un centrocampista.

Come la si giri, anche alla luce delle convocazioni operate da Bradley negli ultimi due anni per la selezione maggiore, un posto per Adu sembrerebbe proprio non esserci?
Del resto è stato escluso dall'ultimo test probante contro l'Olanda, e non è affatto certo che il suo nome possa figurare tra i 30 selezionati da cui scremare i 23 finali.

La domanda da porsi in questo caso sarebbe Adu merita una maglia e cosa potrebbe offrire? Alla prima la risposta sarebbe un "ni" da gennaio è passato all'Aris Salonicco guidato da Hector Cuper, però, non sempre l'ex tecnico dell'Inter ha puntato su di lui specie con le "grandi" del modesto calcio ellenico. Adu potrebbe offrire la sua fantasia ed una classe innata che in genere è sprovvista ai più metodici calciatori americani.

Altro aspetto da valutare è quello caratteriale, ovvero l'inserimento all'interno di un gruppo coeso, e nelle immagini della Confederation Cup dello scorso giugno, in cui era stato selezionato seppur senza mai trovar impiego, è spesso apparso ai margini del gruppo proprio sotto l'aspetto del coinvolgimento emotivo.

Ovviamente, esistono anche ragioni di ordine tattico che Bradley dovrà attenzionare. La nostra sensazione è che le chances mondiali di Adu siano ridotte al 20%, del resto il ct del Brasile Carlos Dunga probabilmente deciderà di lasciare a casa il miglior 1989 al mondo, ovvero Pato.

Adu in fondo è giovane e potrà attendere, nel mentre mostrare un reale salto di qualità dalle premesse più che promesse di inizio carriera, e puntare ai prossimi mondiali del 2014 nel Brasile patria di O'Rey Pelè.

In fondo, nella famosa opera teatrale di Beckett: Godot, per quanto atteso, per il suo imminente arrivo alla fine non fa mai la sua comparsa.

mercoledì 14 aprile 2010

Mercato MLS 2010 al rush finale

La deadline per i trasferimenti di mercato della Major League Soccer è prossima, poco più di 24 ore e le porte d'ingresso dall'estero si chiuderanno per poi riaprirsi in luglio.

Nei fatti i sedici team della lega non sembrerebbero particolarmente attivi avendo ormai delineato i propri roster, ma vi sono alcune significative eccezioni.

Quando si parla di acquisti o semplici rumors di mercato, curiosamente due team sono sempre presenti: Red Bulls New York e Toronto FC, spesso con scelte assai discutibili e dagli esiti talvolta sconfortanti.


Partiamo dal team dell'Ontario che dopo aver trovato l'erede di Brennan nel lettone (così la MLS ha trovato un rappresentante per ciascuno dei paesi baltici) Raivis H
scanovics, ha contrattualizzato altri due elementi.

Il primo è il centrale difensivo russo Maxim Usanov (1985) proveniente dal team della seconda divisione del FC Krasnodar, ma che nel recente passato è stato compagno di squadra di Hscanovics allo Skonto Riga.

Il secondo rinforzo era nell'aria da tempo, si tratta del difensore-centrocampista canadese Adrian Cann (1980). Per lui si tratta di un ritorno in MLS dopo una fugace comparsa con Colorado alcuni anni addietro, ed una più recente militanza con i danesi dell'Esbjerg che non gli avevano rinnovato il contratto alla sua scadenza in dicembre.

Sistemata così la difesa, ora il duo di timonieri Johnston-Preki sperano di piazzare in ultima battuta un rinforzo internazionale per l'attacco, sebbene sia prossimo il rientro in squadra di Chad Barrett.

Ai Red Bulls New York sono invece accostate tante trattative, talvolta rumors infondati, altre volte invece a ciel sereno arrivano delle novità inattese. Ciò che più sorprende dall'esterno è il criterio con cui il team sembra muoversi, per di più è da tener presente che la formazione dello svedese Hans Backe avrebbe numericamente tutte le caselle del roster al completo, anzi ne ha in eccesso avendo collocato alcuni elementi nell'Injury List.

Non di meno i rumors vorrebbe prossimi all'ingaggio l'attaccante inglese Luke Rodgers (1982), un pallino del tecnico svedese che lo ha avuto ai suoi ordini nella breve esperienza alla guida del Notts County. L'accordo economico sarebbe stato raggiunto, ma pare ci siano delle difficoltà sull'ottenimento del P-1, ovvero il permesso di soggiorno ciò a causa di alcuni precedenti penali che le autorità americane non valutano di buon occhio.

In compenso dalla Danimarca rimbalza la notizia che il general manager Erik Soler potrebbe pescare ancora dal Vejle Boldklub, e dopo l'attaccante ghanese-belga Salou Ibrahim avrebbe puntato sull'ala sinistra Brian Nielsen (1987).

Se l'affare andasse veramente in porto il Vejle, team retrocesso nella B danese, avrebbe ceduto ben tre elementi alla MLS in questa stagione visto che anche il portiere dei Wizards Jimmy Nielsen era proveniente da questo club, mentre quasi come una contropartita è arrivato Euan Holden, il fratello minore del nazionale Stuart prescelto nell'ultimo Superdraft dai Dynamo.

Probabilmente bisognerà attendere luglio per vedere sbarcare in MLS il centrocampista francese Robert Pires. A giugno scadrà il suo contratto con il Villareal, e l'ex Arsenal avrebbe in mano un accordo firmato con la lega. Dove andrà? Pare che Philadelphia possa essere la destinazione più probabile.


Da qualche tempo in Italia si parla di un passaggio dell'esperto difensore del
Milan Giuseppe Favalli ai Los Angeles Galaxy. Il giocatore a scadenza contrattuale con i rossoneri pare sia allettatto dall'idea, anche perchè sponsorizzato dal compagno Beckham. Il Milan sarebbe disposto anche a rinnovargli il contratto e girarlo ai Galaxy a risarcimento dell'infortunio occorso all'inglese, però per il momento Bruce Arena frena. Qualcuno sussurra che l'ex ct statunitense spera di ottenere il prestito di Oguchi Onyewu...

Nel mentre i Galaxy hanno liberato un posticino nel loro roster, spedendo in prestito (on loan) per l'intera stagione il centrale di Trinidad Yohance Marshall agli Austin Aztex in D2. Altri rumors di mercato vorrebbero i californiani intenzionati a spendere per ingaggiare un nuovo Designated Player nel messicano Pavel Pardo.

Per la serie a volte ritornano, gli Houston Dynamo hanno riabbracciato dopo quasi tre anni l'attaccante dello Zimbabwe Joseph Ngwenya. Dopo un breve periodo di training camp e vista la serie di infortuni nell'attacco orange (Ching e Weaver) e la resa deludente di Landin, il tecnico Kinnear ha dato il consenso a contrattualizzare Ngwenya che però dopo aver lasciato i Dynamo ha giocato pochissimo nelle successive esperienze europee in Austria (nonostante un provino anche al Bayern Monaco) e in Turchia.

Svincolato dall'Antalyaspor, Ngwenya era tornato recentemente negli States ed aveva svolto l'intera preseason con i Carolina Railhawks (D2) che confidavano in suo tesseramento, ma alla fine è spuntata l'opportunità di un ritorno in MLS che il giocatore non si è lasciato sfuggire.

Altro ritorno ufficializzato quello ai San Josè Earthquakes del centravanti trinidegno Scott Sealy, reduce dalle esperienze in Israele con le maglie di Maccabi Tel Aviv e Maccabi Sakhnin.

Movimento minore anche per i DC che hanno contrattualizzato il giovane portiere Andrew Quinn, ex Notre Dame e figlio di un noto fotografo di Soccer America e dei DC stessi. Sempre nel team rossonero vi è da registrare la presenza di due trialist: l'attaccante gambiano Edrissa Jarra, e del brasiliano Junior da Silva, fratello minore dell'ex Fred.

L'infortunio occorso all'attaccante ungherese Zoltan Hercegfalvi, e
il conseguente inserimento nell'Injured list sblocca il tesseramento con i Wizards dell'indiano Sunil Chhletri che ha debuttato ufficialmente con il team nella gara di US Open Cup contro Colorado, dopo aver disputato alcuni test amichevoli.