I "Crest" dei team della MLS

I "Crest" dei team della MLS
Gli stemmi delle 19 compagini MLS anche per la stagione 2014

MLS Blog Italia: Proviamo a ripartire!

Cari amici lettori del blog "Major League Soccer Italia",

il 2013 è stato per chi scrive un anno durissimo da affrontare e ciò ha dovuto imporre uno stop all'attività di questa pagina sul soccer nord-americano.

Come vi avevo scritto lo scorso ottobre, la volontà del sottoscritto era di riprendere le pubblicazioni e gli aggiornamenti.

Ora, è il momento di riprovarci! Cambierò gradualmente qualcosa a livello grafico e non solo e proveremo anche a recuperare anche parte del regresso.

Le porte per collaborazioni e suggerimenti, come sempre, sono sempre aperte alle Vostre email.

Un abbraccio "virtuale" a voi tutti che spero di ritrovare ancora al mio fianco in questa passione per il mondo del calcio, soccer come dicono, in Nord America.


Giuseppe


martedì 13 aprile 2010

US Open Cup 2010: al via i turni preliminari

Il concetto di torneo "Open", aperto, trova una sua applicazione anche nel soccer americano in quella che è la manifestazione più antica di questo sport oltre l'Oceano Atlantico.

L'USSF infatti organizza l'US Open Cup, un torneo come suggerisce il nome aperto a tutti le compagini calcistiche anche amatoriali degli Stati Uniti. Una competizione che ricorda da vicino l'inglese FA Cup per il concetto "democratico" di partecipazione, anzi probabilmente va anche oltre la stessa.

Nell'US Open Cup prevale ancora lo spirito pioneristico del calcio americano, basti pensare che gran parte delle gare si disputano su piccoli terreni di gioco locali, lontani dai clamori e dai lussi dei grandi stadi, ed in cui eguali possibilità sono offerte ai team iscritti.

Questa kermesse ha una storia quasi secolare, fondata nel 1914, vede la sua edizione numero 97, prendere il via con una lunga sequenza di preliminari che porteranno alla partecipazione effettiva di 4o compagini.

Ed ecco qui il primo distinguo i posti sul tabellone sono equamente divisi in otto team ciascuno per le cinque leghe di provenienza: MLS, D2 (team USL-1 e NASL), USL-2, PDL, e USASA.

Una competizione quindi che allinea ai nastri di partenze tutti i cinque gradi della piramide calcistica americana. Piccola concessione alla Major League Soccer, ovvero il ritardato'ingresso in scena dei propri team (terzo turno, fine giugno). Ciò in cambio del sacrificio sul tabellone principale di metà dei quindici team statunitensi (Toronto è esclusa dalla partecipazione in quanto canadese) attraverso una selezione articolata su alcuni turni preliminari.

L'assegnazione dei posti e le regole per l'ammissione sono decisi dalle singole leghe, e così capita che in questa edizione i nove team americani della D2 (qui le escluse sono le canadesi Montreal e Vancouver, e il Puerto Rico) trovino l'accesso in blocco senza preliminare poichè sono solo sei i team iscritti all'USL-2.

Diversamente la MLS ha dovuto dimezzare il proprio contingente, e per fare ciò ha scelto una via non proprio lineare: promosse ben sei compagini alla prima fase del tabellone in virtù dei piazzamenti nella classifica generale della passata regular season, e due posti da assegnare con un tortuoso cammino in preliminari.

Visto il numero dispari, e la presenza di una new entry tra i team come Philadelphia si è scelto di di disputare un pre-round eliminatorio con la peggiore della passata stagione. Una corsa per la successione ai Seattle Sounders (per una recap sulla passata edizione: http://mls-italia.blogspot.com/2009/11/retrospettiva-seattle-saggiudica-lus.html) che partirà quest'oggi con la sfida tra Wizards-Colorado (bis dell'incontro di sabato), e domani con quella tra Eartquakes-Real Salt Lake (deja vù della gara della recente week 1). Bisognerà invece attendere altre due settimane per la disputa delle altre sfide riguardanti team MLS.

Questo in sintesi lo specchietto dei turni pre-eliminatori della MLS che decideranno i due team che si uniranno alle sei ammesse dirette (Sounders, Galaxy, Chivas Usa, Dynamo, Fire e Crew:

Pre-Round

27 aprile, NY Red Bulls-Philadelphia Union (vincente "a")

1st Round

da definire (12 o 19 maggio), "A"-New England Revolution (vincente 1)
13 aprile, Wizards-Colorado (vincente 2)
28 aprile, DC United-Dallas (vincente 3)
14 aprile, Eartquakes-Real Salt Lake (vincente 4)

2nd Round

vincente 1-vincente 2 (promossa in Open Cup)
vincente 3-vincente 4 (promossa in Open Cup)


Assai più complessa la situazione per i team dei tornei PDL ed USASA che hanno previsto formule di selezione interna diversa attraverso sfide eliminatorie. Ad esempio i secondi hanno previsto la suddivisione dei team iscritti in quattro macro aree regionali che eleggeranno due team ciascuno alla fase nazionale.

La competizione è associata alla memoria di Lamar Hunt, il magnate e filantropo scomparso qualche hanno addietro, già azionista in franchigie di altri sporte e presente ai tempi della vecchia NASL, e tra i fondatori della Major League Soccer, ed i cui eredi detengono ancora le proprietà di Dallas e Columbus Crew.

Salvo slittamenti di calendario, in giugno - in coincidenza con i mondiali in SudAfrica - si disputeranno molte delle gare dei primi turni, mentre la finale che aggiudicherà il trofeo è prevista per i primi di ottobre.

LAMAR HUNT OPEN CUP 2010 DATES:

  • June 15-16, 2010 (First Round)
  • June 22-23, 2010 (Second Round)
  • June 29-30, 2010 (Third Round)
  • July 06-07, 2010 (Quarterfinals)
  • August 31-September 01, 2010 (Semifinals)
  • October 05-06, 2010 (Final Round)

Dalla nascita della Major League Soccer nel 1996, il trofeo è stato quasi sempre vinto dai team della lega maggiore, ma nel 1999 i Rochester Rhinos iscrissero i loro nome superando in finale i Colorado Rapids. Lo stesso team del New Jersey nel 1996, e nel 2008 i Charleston Battery approdarono alla finalissima.

ANNO

Vincitrice US Open Cup

Finalista

1996

D.C. United

Rochester Raging Rhinos

1997

Dallas Burn

D.C. United

1998

Chicago Fire

Columbus Crew

1999

Rochester Raging Rhinos

Colorado Rapids

2000

Chicago Fire

Miami Fusion

2001

Los Angeles Galaxy

New England Revolution

2002

Columbus Crew

Los Angeles Galaxy

2003

Chicago Fire

MetroStars

2004

Kansas City Wizards

Chicago Fire

2005

Los Angeles Galaxy

FC Dallas

2006

Chicago Fire

Los Angeles Galaxy

2007

New England Revolution

FC Dallas

2008

D.C. United

Charleston Battery

2009

Seattle Sounders FC

D.C. United


domenica 11 aprile 2010

Recap MLS 2010: 3rd Week

Appuntamento con il consueto sunto sulle gare della terza settimana - Week 3 - di attività del torneo MLS 2010. Un turno davvero interessante, sia perchè in campo vi erano nuovamente tutti i sedici team, pressocchè in contemporanea considerando i fusi orari e senza anticipi infrasettimanali.

Inoltre, le sfide di questo 10 aprile erano alquanto probanti per stabilire i valori in campo in alcuni confronti apparentemente diretti, se non si fossimo stati ancora nel prologo di una lunga stagione.

Questo week-end negli States era ricco di impegni sportivi, e particolarmente significativi quelli per il soccer poichè oltre alla MLS, si registravano i debutti della neonata USSF II° Division e della seconda stagione del torneo femminile ovvero la Woman Professional Soccer.

Andiamo ad analizzare i risultati dalla MLS, in rigoroso ordine cronologico: apertura quindi con la sfida dell'Home Depot Center dove i Chivas Usa di Martin Vasquez trovano il loro primo successo stagionale piegando per 2-0 i New York Red Bulls di Hans Backe.

I "goats" ripropongono nell'undici titolare l'esperto portiere ed ex di turno Zach Thornton, ed in difesa tandem centrale costituito dal duo costaricano Michael Umana-Dario Delgado (ultimo arrivato dal Puntarenas). Vasquez, inoltre, allo scopo di arginare la velocità di Richards propone sul proprio out sinistro una cerniera composta da Jazic dietro e Bornstein davanti. In regia fifucia al rookie Blair Gavin, e tandem offensivo composto da Maicon Santos e Chijndu. I Red Bulls rispondono con il consueto undici proposto nelle prime due uscite, e Stammler in mediana al posto dell'infortunato Robinson come a Seattle.

La svolta del match arriva al 38' quando Vasquez decide di osare qualcosa di più, inserendo sull'out sinistro offensivo Jesus Padilla in luogo di Jazic. La velocità del messicano, nativo però della California, crea non pochi problemi a Jeremy Hall. A spianare la strada ai Chivas è però Bouna Coundoul ad inizio ripresa: tiro di Padilla dal limite dell'area deviato da un difensore che si stampa sul palo, e intervento sciagurato del portiere senegalese che da terra accompagna con un maldestro tentativo di presa il pallone in rete. Errore clamoroso, anche se dalle immagini emerge un particolare effetto a rientrare del pallone. Al 90' arriva il raddoppio, Padilla innescato da un lungo rinvio di Thornton supera Hall e con una conclusione dal limite chiude il match.

I riflettori della giornata sono sull'atteso debutto interno dei neonati Philadelphia Union al "Lincoln Financial Field" (in attesa del completamento dei lavori nel costruendo stadio di Chester) che sfidavano i DC United alla presenza del vice presidente degli Usa Joe Biden (senatore del vicino e piccolo Delaware, ma nativo della Pennsylvania) e dei vertici MLS. Nel 1994 per sopraggiunti impegni alla finale dei mondiali negli Usa presenziò il vice di Clinton, Al Gore; ora il numero due della White House va ad una singola gara e ciò testimonia l'ulteriore crescita ed il seguito verso il "soccer" negli States.

La formazione di Peter Nowak rispetto alla gara della first week, appare più razionale nelle scelte tattiche e degli uomini, e registra il debutto in difesa dell'italo-americano Christian Arrieta (in Italia noto principalmente per essere uno dei vincitori della prima edizioni del reality "Campioni - Il sogno"), ed in mediana di Miglioranzi e Fred. Onalfo mischia un pò le carte alle ricerca di risposte dai suoi visto i deludenti risultati delle prime due gare coincise con altrettante sconfitte (immeritata nel gioco espresso quella con i Revs della passata settimana): lanciando dal primo minuto il centravanti australiano Danny Allsopp.

Dopo appena 3' di gioco è il francese, ex Sounders, Sebastian Le Toux a sbloccare il risultato con un colpo di testa sottomisura su cross da destra del giovane colombiano Torres. Al 39' arriva il raddoppio in contropiede degli Union, rilancio di Arrieta che sulla linea dell'out sinistro riesce a servire il venezuelano Alejandro Moreno che con una veronica serve un filtrante che taglia la difesa dei DC per la corsa di LeToux, diagonale dal limite che supera ancora Perkins.

Al 62' la gara si riapre, Orozco riportato al centro della difesa sbaglia incredibilmente la misura di un facile passaggio per Harvey, sul pallone arriva Santino Quaranta che dal limite fa secco Seitz con un preciso fendente. Il giovane portiere di Philadelphia combina un pasticcio enorme, forse peggiore di quello di Coundoul, fallendo un rinvio palla in mano e regala il 2-2 al top scorer di questi quindici anni di attività del torneo Jaime Moreno.

Il pari sembra poter esser un risultato che accontenta tutti, ma su un rilancio lungo in verticale di Orozco, ingenuamente il centrale dei DC Jakovic trattiene Alejandro Moreno nel tentativo di proteggere l'uscita del portiere Perkins. Per l'arbitro ci sono gli estremi per una punizione dal limite e per il cartellino rosso al difensore canadese, è il 79' sul punto di battuta va Le Toux, conclusione all'angolo basso alla destra di Perkins, con barriera DC aperta come il burro, e "trois" del francese che lo scorso anno Schmid a Seattle impiegava nel ruolo di ala anzichè in quello originario di punta. Grande festa in casa Union per un successo davvero storico, e tante grane per i DC.

A proposito di triplette e di notti fonde per le perdenti, queste caratteristiche le ritroviamo anche nella sfida del "Foxboro Stadium" di Boston dove i Revs di Steve Nicol superano per 4-1 il Toronto. Mattatore della sfida il rookie Zach Schilawski, ex centravanti della Wake Forest autore di un'hat trick.

La gara si sblocca al 27' con un colpo di testa di Dwayne DeRosario su un lungo traversone dall'out destro di Nick Garcia. Nella ripresa si scatenano i bostoniani con Schilawski che prima segna d'opportunismo sottomisura, poi ruba palla al solito imbarazzante Garcia, s'invola e conclude con un preciso tiro alla sinistra di Frei in uscita. La terza marcatura è un bel piatto al volo da centro area su assist da destra di Dube. La quarta marcatura è del gambiano Sainey Nyassi che approfitta di un retropassaggio corto del debuttante Nane Joseph per iscrivere il proprio nome nei marcatori.

Capitolo Toronto: disarmante la prova nel secondo tempo degli uomini di Preki, crollati alla distanza per errori e condizione atletica. Qualcosa non va ed appare chiaro pure a noi di qua dall'Atlantico che il nocciolo di tutto sia la gestione del mercato e tecnica di un gruppo affatto unito. Preki presenta una difesa inedita davanti a Frei, Gargan a destra, il neo acquisto lettone (ex Skonto Riga) Raivis Hscanovics a sinistra in luogo dell'ex capitano Brennan, in mezzo Attakora e Garcia. In mediana fuori sia De Guzman (entrerà nella ripresa) che Cronin, regia affidata all'argentino Martin Saric e al baby Sanyang, debutto del rookie camerunense Nane Joseph sulla sinistra e La Brocca sulla destra. DeRosario a sostegno di un White desolatamente abbandonato in avanti.

Pari "fraterno" invece a Dallas tra gli Hoops e i Crew: un 2-2 utile ad entrambi i team che continuano dalla loro fondazione nel 1996 a restare nelle mani della famiglia degli eredi del grande filantropo del soccer Lamar Hunt.

Vantaggio dei texani al 28' con un rigore trasformato da Cunnigham (fallo di O'Rourke su Ferreira), pari dei gialloneri al 51' con lo scozzese Adam Moffat (servito dal futuro cognato Lenhart) che supera Hartman per l'1-1. Al 51' rigore per i Crew per atterramento di Chad Marshall su azione da corner, dal dischetto Schelotto spara sui guanti di Hartman, ma l'argentino è lesto di testa nel tap in vincente. Finale convulso e pari biancorosso al 92' con una conclusione dal limite del giovane centrocampista Eric Avila, ma il gol pare viziato da un fallo di mano nel controllo.

Rimaniamo in Texas, ed andiamo alla sfida tra Houston Dynamo e Los Angeles Galaxy. Autoritario successo per 0-2 della formazione di Bruce Arena che grazie ad una doppietta di Edson Buddle (quinto centro) si mantiene a punteggio pieno dopo tre gare e senza gol al passivo.

Al 26' pasticcio difensivo della coppia centrale orange Robinson-Boswell, s'invola Buddle che da posizione assolutamente defilata sorprende colpevolmente Onstad sul primo palo con un rasoterra che passa tra il portiere e il montante.

Al 42' la formazione di Kinnear perde l'attaccante messicano Luis Landin, espulso per un calcione rifilato al centrale brasiliano Leonardo che proteggeva lo sfilare di un pallone sul fondo. Un rosso giusto quanto ingenuo per il Designated Player dei Dynamo, ma forse manca un provvedimento disciplinare per il brasiliano che per due volte tenta di colpire l'avversario con il gomito.

Passano due minuti e Donovan e compagni possono gelare il "Robertson Stadium": Onstad si oppone a Magee, Juninho dal fondo pesca al centro area Buddle che con una mezza volé manda il pallone in fondo alla porta incustodita.

Qualche miglia più a nord, i Kansas City Wizards s'impongono di misura per 1-0 sui Colorado Rapids in una gara spigolosa ed equilibrata: decide un colpo di testa, in contro tempo, di Kei Kamara ad inizio ripresa su punizione calciata di giro dalla trequarti dall'anglo-americano Ryan Smith. In controtendenza con le altre gare qui i rispettivi portieri Nielsen e Pickens sono risultati tra i migliori in campo.

Il risultato a sorpresa di giornata lo mettono a segno i San Josè Earthquakes che espugnano per 1-2 il terreno dei Chicago Fire. Vantaggio ospite al 48' con un dolce pallonetto di Arturo Alvarez che deposita in rete un pasticcio difensivo del veterano CJ Brown e del giovane portiere Andrew Dykstra. Risposta puntuale e immediata (51') dei padroni di casa con violenta sassata mancina dal limite del centrocampista guatemalteco Marco Pappa. I Fire falliscono poco dopo una ghiotta occasione per il raddoppio, assist di Nyarko a Collins John, ma la conclusione dell'ex Fulham è respinta sulla linea da un miracoloso salvataggio di Jason Hernandez. All'81' nuovo vantaggio ospite con il rookie Ike Opara che di testa devia in rete un bel suggerimento da destra di Bobby Convey

Ultima sfida, infine, al "Rio Tinto" tra i campioni uscenti dei Real Salt Lake e i Seattle Sounders, vincitori dell'ultima edizione dell'US Open Cup. Gara dai valori tecnici e agonistici elevati per gli standard della MLS: al 10' arriva il vantaggio degli "emeralds" con una percussione centrale di Zakuani su un bell'invito di Montero. L'azione evidenzia sia le qualità tecniche che il lavoro tattico alla base dell'azione.

In avvio di ripresa. 52', è il team dello Utah a trovare il pari con un colpo di testa in tuffo sottomisura del centrocampista canadese Will Johnson. Neppure dieci minuti dopo ancora Seattle avanti: punizione tagliata sul secondo palo di Freddie Ljungberg, la palla si spegne in rete con un dubbio se attribuire la rete allo svedese, o piuttosto assegnarlo in caso di deviazione a Tyrone Marshall piuttosto che ad una sfortunata autorete di Borchers. Inizia quindi l'assalto finale dei RSL alla ricerca del pari: al 93', corner da destra, sbuca la testa del centravanti costaricano Alvaro Saborio che supera Kasey Keller per il definitivo 2-2.

giovedì 8 aprile 2010

MLS link Italia: Un amore non corrisposto (Seconda Parte)

Pescando tra le cartelle dei file sul mio pc, tra le varie bozze di articoli scritti da pubblicare o incompleti, vi era la seconda puntata di MLS link Italia.

Nella prima parte - cliccate sul link per una veloce rilettura: http://mls-italia.blogspot.com/2010/02/mls-link-italia-un-amore-non.html - abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui quattro calciatori italiani di nascita e carriera calcistica che hanno militato in team della Major League Soccer.

In questo articolo sposteremo la nostra attenzione su quei calciatori che dopo l'esperienza in MLS hanno indossato maglie di compagini italiane, ed in ultimo in un terzo articolo tratteremo di quei calciatori stranieri nel cui curriculum figurano esperienze prima in Italia e poi in MLS.

Piccola precisazione in questo articolo non troveranno riferimenti nè Oguchi Onyewu, ne altri calciatori americani (Vincenzo Bernardo, Giuseppe Nazzani, Scooby Anderson, Bryce Wegerle, Sean Rush, Fabrice Picault) che non hanno mai avuto legami diretti o indiretti con team della MLS.

Il precursore di questo flusso migratorio, dagli States all'Italia, è stato ancora Alexi Lalas che all'indomani dei mondiali del 1994, si trasferisce al Padova neopromosso in Serie A e sotto la guida di Mauro Sandreani centra la salvezza nella prima stagione per poi scivolare tra i cadetti nella seconda con il difensore dai capelli rossi e il pizzetto già da alcuni mesi ritornato in patria per prendere parte nel marzo del 1996 al neonato torneo professionistico.

Nel curriculum italiano spiccano tre reti, curiosamente segnate alle due milanesi Inter e Milan, e al Torino con il cruccio di una quarta rete alla Juventus ingiustamente annullata.

A proposito di Milan, Roberto Donadoni lascia il club rossonero nel maggio 1996 con gli onori della vittoria di uno scudetto per approdare ai Metrostars New York. Un breve assaggio di America per poi rispondere alla chiamata del c.t. Arrigo Sacchi per prendere parte agli Europei in Inghilterra. In MLS Donadoni gioca due tornei, 1996 e 1997, e poi ritorna al Milan (autunno '97), voluto fortemente da Capello e dove disputa altre due stagioni assaporando la gioia di un altro scudetto (98/99 sotto la guida di Zaccheroni) prima di maturare una nuova esperienza "esotica" con Al Ittihad in Arabia Saudita.

Il primo vero prodotto calcistico della MLS ad essere esportato in Italia è l'attaccante Roy Lassiter, capocannoniere del torneo 1996 con l'ancora imbattuto record di 27 reti all'attivo, e che nell'ottobre viene ceduto in prestito dai Tampa Bay Mutiny al Genoa (Serie B) per 1,4 milioni di dollari. Una fugace apparizione perchè dopo poco più di due mesi l'attaccante ritornerà al team della Florida.

L'attaccante nativo di Washington D.C., però, non ebbe molta fortuna nei mesi trascorsi indossando la maglia del "grifone" rossoblu, dodici presenze e zero gol. In realtà lo zampino la dea bendata lo mise visto che in realtà un gol lo segnò con una pregevole rovesciata in area di rigore a Castel di Sangro, ma la gara a causa di una nevicata fu sospesa e vanificò la prodezza dell'americano.

Una curiosità non calcistica: ad inizio carriera Lassiter venne arrestato dalla polizia americana perchè implicato in una serie di furti con scasso, poichè riconosciuto da un agente che guardava un match della nazionale in televisione.

La sfortuna bersagliò anche il "paisà" venezuelano Giovanni Savarese che si distinse quale una delle più piacevoli sorprese della Major League Soccer sin dai suoi primi vagiti e grazie alle sue prestazioni conquistò anche la maglia "vino tinto" della nazionale con cui segnò quattro reti (una all'Argentina in un match di qualificazione ai mondiali).

Il cui primo assaggio con il calcio italiano arriva con il Perugia che nel 2000 lo ingaggia, ma i Gaucci poi lo dirottano alla Viterbese in C1 dove non riesce a ritagliarsi uno spazio. Quindi un breve ritorno negli Usa, poi l'approdo in team minori inglesi, e infine nel 2003 un nuovo ritorno in Italia alla Torres con appena una gara giocata a causa di un infortunio. Nel mezzo anche alcuni provini in giro, ed un incerto passaggio al Brera (CND) nel 2000/01 allenato da Walter Zenga.

Un tentativo in Italia, dopo le esperienze in MLS ai New England e ai Fire, anche per Jamar Beasley, fratello maggiore del più famoso DaMarcus (attualmente ai Rangers in Scozia) che nel 2002 trovò ingaggio alla Puteolana (C2). Lasciato il calcio per frequenti problemi fisici, Jamar è uno dei volti più rappresentativi del futsal, il calcio a cinque, e con la nazionale americana ha preso parte agli ultimi mondiali in Brasile nel 2008.


Nella stagione 2002-03 fa una comparsa in Italia, con la Sanremese nel Campionato Nazionale Dilettanti, il fantasista argentino Alberto Naveda, prodotto del vivaio del Boca Juniors e poi al Quilmes in patria, e tra i protagonisti dei Revs nelle stagioni '96 e '97, e per poi girovagare tra i campionati israeliani e scozzesi, prima dell'esperienza italiana.

Sull'onda lunga dei risultati ottenuti dalla nazionale under 20, hanno trovato estimatori in Italia l'attaccante newyorkese Gabriel Enzo Ferrari e il centrocampista Danny Szetela.

Szetela si mette in gran mostra al torneo under 20 in Canada, dove arriva già con alle spalle due stagioni con i Columbus Crew, passa agli spagnoli del Santander e poi nella finestra successiva di gennaio al Brescia che ne conferma il prestito anche per la stagione successiva. Con la maglia delle rondinelle Szetela, grande amico dell'azzurro (ma nativo del New Jersey) Giuseppe Rossi, gioca con sufficente regolarità seppur nel ruolo è il vice di Roberto Baronio, poi il team lombardo decide di non esercitare il riscatto ed esce dal gruppo della prima squadra. La scorsa estate il ritorno negli Usa ai DC United che però lo tagliano alla vigilia del torneo 2010. Szetela è attualmente in prova ai Philadelphia Union.

Ferrari viene ingaggiato dalla Sampdoria nel gennaio 2008 proveniente dal settore giovanile dei Red Bulls New York, compie un pò di apprendistato nella squadra primavera, esordisce in Coppa Italia contro l'Inter e poi inizia il classico giro di formazione con prestiti prima al Perugia, ed in questa stagione passa al Foggia e poi a gennaio si trasferisce alla Ternana. Ferrari è un centravanti molto fisico, ma ancora assai grezzo.

Sempre al Foggia, proprio in questa stagione è approdato l'attaccante argentino Franco Caraccio che dopo i mondiali under 20 era stato ingaggiato dagli Houston Dynamo dove però il ragazzo non si ambientò ed ottenne la rescissione preferendo ritornare in patria.

Nel luglio 2008 i San Josè Eartquakes ingaggiano il centrocampista brasiliano Francisco Gouvinho Lima, una lunga carriera in Italia (Lecce, Bologna, Roma, Brescia) e non solo. Nonostante le proposte di rinnovo offerte dal tecnico dei californiani Frank Yallop, Lima decide di ritornare in Italia e concludere il torneo 2009/10 con il Taranto.


Infine dalla MLS al calcio italiano è anche il percorso seguito in queste ultime due stagioni da David Beckham, ma la storia del part-time al Milan dello "spice boy" sotto contratto con i Galaxy è nota ad ogni latitudine.

CCL: la finale sarà Cruz Azul-Pachuca, al via il secondo round caraibico

Si avvia verso l'epilogo la Concacaf Champions League 2009, ancora una volta contraddistinta dal dominio delle compagini messicane che hanno monopolizzato tutti i quattro posti delle semifinali.

La finale della CCL si disputerà su una sfida su una doppia finale - e di cui non si comprende bene il perchè non si opti per una finale secca - che vedrà opporsi il Cruz Azul al Pachuca (detentore del trofeo 2008 e rappresentante alla passata edizione dei mondiali per club che ha visto il successo del Barcellona).

Nelle semifinali il Cruz Azul ha prevalso sui Pumas: ribaltando il 6 aprile la sconfitta di misura dell'andata (1-0, 31 marzo, rete di Barrera al 24') con un roboante 5-0 (Riveros, Cervantes, Cortes, Chavez, Lugo).


Più equilibrata la sfida tra Pachuca e Toluca, con i primi che nel ritorno del 7 aprile si sono imposti in casa grazie ad un'autorete di De La Torre al 5'. All'andata, il 30 marzo, la sfida si era conclusa sull'1-1 con i gol dell'argentino Cvitanich (ex Ajax) per il Pachuca, e pari di Duenas per il Toluca che però chiuse la gara in nove uomini per i cartellini rossi ad Almazan e Novaretti.



Nel Pachuca milita anche il centrocampista Josè Francisco Torres, nel giro della selezione americana del ct Bob Bradley seppur nelle cui fila non si è mai espresso appieno ed anche per questa ragione non è ancora certo di essere tra i 23 prescelti per il SudAfrica. Per i calciofili italiani anche una "meteora" del nostro calcio: l'argentino Damian Alvarez che giovanissimò vestì la maglia della Reggina.

La Concacaf Champions League però è già in campo per l'edizione 2010, svolto un primo round di preliminari riservato ai club dell'area caraibica, e ora alle porte un secondo round che vedrà tra i team impegnati anche i Puerto Rico Islanders (l'ex team di Arrieta, ospitato nell'USSF D2). Nelle fila di un'altra portoricana, il River Plate spicca la presenza del centravanti argentino Juan Sara, ex Dundee in Scozia, e due brevi parentesi italiane alla Reggiana e al Gallipoli.

Da questi preliminari avanzerano alla fase successiva - sempre di sbarramento per l'accesso alla fase a gironi - tre team. Molto complessa la formula, di fatto la Caribbean Football Union è un mini torneo separato, già arrivato ad un secondo turno che è organizzato su quattro gruppi di tre formazioni ciascuno: due si disputeranno a Puerto Rico, e due invece a Trinidad.

Le vincitrici di ognuno di questi gironi accede ad un quadrangolare finale che assegnerà il trofeo e qualificherà alla CCL le prime tre squadre.

Questi la composizione dei gruppi con sede, team partecipanti e rispettivi i calendari delle gare:

Gruppo A (Bayamon, Puerto Rico): Puerto Rico Islanders (Puerto Rico), Leo Victor (Suriname), Racing des Gonaïves (Haiti);
Gruppo B (Bayamon, Puerto Rico): Tempete FC (Haiti), Bayamon FC (Puerto Rico), Avenues United (St.Vincent & Grenadine);
Gruppo C (Marabella, Trinidad & Tobago): San Juan Jabloteh (Trinidad), River Plate (Puerto Rico), Alpha United (Guyana);
Gruppo D (Marabella, Trinidad & Tobago): Joe Pubic (Trinidad), System 3 (St.Vincent & Grenadine), Walking Boys (Suriname);

Tuesday, April 13

Tempete FC (HAI) vs. Avenues United (VIN)
PR Islanders (PUR) vs. Racing (HAI) Joe Public (TRI) vs. Walking Boys (SUR)
San Juan Jabloteh (TRI) vs. Alpha United (GUY)
Thursday, April 15
Avenues United (VIN) vs. Bayamon FC (PUR)
Racing (HAI) vs. Leo Victor (SUR) Walking Boys (SUR) vs. System 3 (VIN)
Alpha United (GUY) team vs. River Plate (PUR)
Saturday, April 17
Tempete FC (HAI) vs. Bayamon FC (PUR)
PR Islanders (PUR) vs. Leo Victor (SUR) Joe Public (TRI) vs. System 3 (VIN)
San Juan Jabloteh (TRI) vs. River Plate (PUR)

Final Round (28 aprile-10 maggio)

mercoledì 7 aprile 2010

La "tarantella" di Toronto: tagliato Gerba, si ritira Brennan. Cosa succede?

Tanti interrogativi e molta ansia sembra segnare l'avvio di stagione del team canadese del Toronto FC tra addii eccellenti ed un mercato contestato da una tifoseria che ha sottoscritto ancora una volta abbonamenti con molta fiducia, ed oggi si ritrova un team incompleto e ben più modesto di quello che lo scorso anno fallì all'ultima giornata l'accesso ai play-off.

Ieri sul sito ufficiale della Major League Soccer si annunciava l'immediato ritiro dall'attività del difensore canadese e capitano di Toronto Jim Brennan che andrà a rivestire un ruolo nei quadri tecnici del team. Una notizia che non è stata ben accolta dai tifosi dei "reds" dell'Ontario a leggere i commenti su alcuni forum e pare motivata esclusivamente da ragioni di salary cup e non tecniche.

Ed in verità non si comprendono bene le scelte operate negli ultimi tempi dal duo Mo Johnston-Preki. Brennan, il primo giocatore assegnato al team canadese all'atto della sua nascita, era una colonna della squadra: titolare inamovibile e leader nello spogliatoio.


Forte è il sentore che si continui sulla stada di una epurazione che ha visto il club tagliare alcuni dei beniamini dei tifosi: Danny DiChio (a cui è stato imposto il ritiro nel finale del passato torneo), Amado Guevara, Pablo Vitti, Carl Robinson, Adrian Serioux, Marvell Wynne e in ultimo anche l'attaccante Ali Gerba ufficialmente rilasciato appena poche ore prima di questo annuncio dal team con cui era un separato in casa dopo quanto successo nel Carolina Challenge Cup.

I tifosi di Toronto sono molto scettici su come il team sia gestito e sulle scelte di mercato operate, nonchè anche da alcuni rumors come quello circolato nei giorni scorsi di un rilascio di Julian De Guzman. In compenso per chi va via, c'è chi arriva: il portiere serbo Milos Kocic (rilasciato recentemente dai DC e che aveva svolto un provino con Toronto ed i Crew) e il rookie Nane Joseph (scelto al Superdraft '10 dal college team degli Old Dominion).

L'arrivo di Kocic che segue quello di Conway potrebbe implicitamente preannunciare un addio a luglio al giovane portiere svizzero Stefan Frei che avrebbe manifestato la volontà di tornare in Europa.

Allo stato attuale Toronto ha bisogno assoluto di nuovi innesti. I rumors indicano in arrivo il difensore canadese Adrian Cann (già in prova, e svincolato dai danesi dell'Esbjerg), ed un nuovo tandem di attaccanti: l'olandese Iwan Redan (un pò in declino dopo alcune buone annate a RKC e Willem II), e il più interessante trinidegno Kerry Baptiste (Joe Public).

La bile dei tifosi cresce se si pensa che penalizzata maggiormente è stata la componente "canucks" del team e che gli innesti fin qui operati dal duo Johnston-Preki sono stati i seguenti: Conway, Gargan, Herold (diciassettenne Generation Adidas al Superdraft), l'argentino Martin Saric, ed il trio ex Colorado Harden, Peterson e La Brocca. Il "BMO Field" rischia di divenire una polveriera esplosiva.

martedì 6 aprile 2010

Arrieta: l'american dream è realtà

L'American Dream è dvenuto una realtà! Nei giorni scorsi avevamo anticipato l'ingaggio da parte dei Philadelphia Union di Christian Arrieta. Il ragazzo italo-americano, nativo di Orlando in Florida e cresciuto in Italia dove è ricordato sfortunatamente per lui principalmente per la partecipazione alla prima edizione del reality Mediaset-Endemol "Campioni - Il Sogno".

Arrieta contribuì alla promozione dall'Eccellenza al CND del Cervia, e conquistò la simpatia del pubblico e il consenso di molti tecnici che lo elessero tra i vincitori del reality con in premio un precampionato da svolgere insieme all'Inter di Robero Mancini che lo elogiò pubblicamente impiegandolo con regolarità nelle amichevoli.

A differenza di molti compagni di squadra, Arrieta era poco attratto dal glamour delle telecamere ed interessato a rilanciare la propria carriera di calciatore piuttosto che divenire un "tronista". Del resto la sua storia personale di calciatore era diversa (anche nella primavera del Genoa in B, e diverse apparizioni nell'allora C2), ma anche quella umana segnata dal dolore per la perdita del padre.

L'esperienza al reality, però, alla lunga si rivelò controproducente perchè per altrui colpe gli venne imposta un'etichetta che come dimostrò la vicenda di Lecce (Serie B) dove il ragazzo fu umiliato a mezzo stampa dal direttore sportivo Angelozzi per colpire il suo agente con cui era in lite.

Da quella delusione nacque la più fortunata carriera di qua dell'Oceano Atlantico di Arrieta grazie ad un provino con i Puerto Rico Islanders e due stagioni ricche di soddisfazioni sportive con il team del coach nord-irlandese Colin Clarke con la partecipazione alla Concacaf Champions League.
A trent'anni per lui si apre con merito (MVP dell'USL-1 2009 nel giudizio di colleghi e tecnici) la porta della MLS con una chiamata che era nell'area da tempo (aveva raccolto l'interesse di diversi club tra cui i Crew e Toronto), ma non di meno troppo attesa e dopo una settimana di trial, il tecnico dei neonati Union il polacco Nowak ha deciso per il suo tesseramento. Anche a livello calcistico gli Usa si confermano una nazione dalle grandi opportunità per chi coltiva sogni e voglia di riscatto. Good Luck, Christian!

venerdì 2 aprile 2010

Recap MLS 2010: 2nd Week

Appuntamento con il secondo sunto sulle gare della seconda settimana di attività del torneo MLS 2010. Un turno ristretto ad appena cinque sfide, di cui due al giovedì e le restanti tre al sabato.

Come già detto nel primo "recap" il torneo non segue la prassi corrente in tutto il mondo quando si parla di calcio inteso come giornate con tutte le squadre in campo ed un calendario in cui le sfide dell'andata trovano la replica a campi invertiti.

Assistere già alla seconda giornata stagionale ad un "cartellone" dimezzato, però, non consola seppur di fronte ad evidenti ragioni di opportunità dagli aspetti climatici ad alcune scelte di opportunità sportiva per cui taluni team hanno richiesto di non giocare tra le proprie mura in questi giorni della vigilia pasquale.

Andiamo ora ad analizzare le garedisputate, la palma del match-clou va al derby, il "super clasico" di Los Angeles tra Galaxy e Chivas. La squadra di Bruce Arena s'impone per 2-o su quella biancorossa di Martin Vasquez grazie ad una doppietta del centravanti Edson Buddle (tre centri in due gare per il capocannoniere del torneo 2008) in principio e coda del match.

Al 6' si sblocca il risultato con un inzuccata di testa del numero 14 dei Galaxy, abile a rubare il tempo in area a Umana su un cross dalla trequarti destra del terzino Sean Franklin e deviare alle spalle del portiere Kennedy colpevolmente uscito dai pali per cercare l'anticipo.

Poca cosa la reazione dei Chivas nel primo tempo, un pò meglio nel secondo tempo grazie agli ingressi di Padilla e Maicon Santos, ma il brasiliano ha il peso di fallire due ghiotte occasioni (la prima clamorosa e forse in fuorigioco calciando in tribuna ad un metro dalla linea di porta). Nel finale (86') una magia di Donovan che si incunea in anticipo tra le maglie della difesa Goats per poi servire al centro area Buddle per l'agevole raddoppio.

Nell'altra sfida infrasettimanale, ad Houston sfida tra i Dynamo e i campioni in carica dei Real Salt Lake che si chiude con il successo orange per 2-1. Gara equilibrata e spettacolare, al 17' arriva il vantaggio ospite con una perla del fantasista argentino Javier Morales che firma la sua terza rete in due gare.

La formazione di Kinnear ribalta il risultato nella ripresa grazie a due tiri dagli undici metri di Brad Davis (53' e 55'). Entrambi i penalty trovano la causa in due topiche del centrale colombiano Jamison Olave. Per i texani anche una nota negativa per un serio infortunio al centravanti Brian Ching per cui si teme uno stop di circa due mesi.

Andiamo alle tre sfide del sabato, il prologo è il pari per 2-2 tra Colorado e Chicago Fire: al 13' apre le marcature una sassata dai venticinque metri del jamaicano Omar Cummings (il tiro è potente, in ritardo e forse non molto appropriato appare il tuffo del giovane portiere dei Fire Dykstra), e al 26' pari ospite con il liberiano naturalizzato olandese Collins John libero di schiacciare di testa sottomisura un corner calciato da destra con in evidente difficoltà di Marvell Wynne che perde l'uomo in marcatura.

Sul finire della prima frazione, arriva il nuovo vantaggio, Marco Pappa atterra Colin Clark in penetrazione in area di rigore, e dagli undici metri trasforma Conor Casey. Ancora un rigore ad inizio della ripresa per i Fire, qui a riguardare le immagini appare evidente al più una simulazione di Patrick Nyarko che un contatto con Wynne nella corsa, il pari porta la firma di Brian McBride (51').

Colpaccio dei New England Revolution che sbancano in "zona cesarini" il terreno dei DC United che avrebbe meritato ai punti già ben più del pari. All'RFK succede tutto sui titoli di coda con l'appena entrato gambiano Kenny Mansally che piazza un uno-due che manda al tappeto il team di Onalfo.

Primo gol con deviazione in spaccata di Mansally su cross da sinistra di Tierney all'80' in anticipo sull'esperto centrale boliviano Juan Manuel Pena. Raddoppio all'82' con pennellata sul palo lungo di Mansally che dal limite dell'area sorprende il portiere Perkins. DC storditi da queste prime due gare con sei reti incassate e zero segnate, e troppe cose da rivedere per Onalfo.

Infine in appendice la riproposizione del match inaugurale della passata stagione, al QWest i Seattle Sounders si fanno beffare dai New York Red Bulls per 0-1, decisiva la conclusione sottomisura di Mac Kandji al 20' sugli sviluppi di un corner.

Un risultato che premia oltremisura la discreta organizzazione di gioco dei newyorkesi a testimonianza del buon lavoro profuso dal tecnico svedese Hans Backe. Nota di merito in particolare per la difesa con il giovane rookie Tim Ream sicuro come un veterano. Bene anche Stammler in mediana dove ha sostituito il gallese Carl Robinson.

Di contro la formazione di casa deve recriminare per un'eccessiva leziosità e su alcune ghiotte occasioni fallite per un pari che non avrebbe scontentato nessuno. Da registrare il debutto con il team di Sigi Schmid dell'ultimo arrivo Pat Noonan.

giovedì 1 aprile 2010

MLS: via libera a tre DP per team


Dopo il nuovo contratto collettivo per i calciatori (CBA), a fronte di un modesto aumento del salary cup e l'introduzione di alcune novità quale l'introduzione degli homegrown players per offrire uno sbocco in prima squadra alle recentemente costituite Academy, arriva una nuova ed importante svolta in Major League Soccer.



Questa riguarda i Designated Players, ovvero quei giocatori dai contratti più onerosi come David Beckham ed il cui peso contrattuale incideva solo in minima parte nel salary cup.

Questa regola, introdotta nel 2007, da molti definita quale il Beckham's rule: consentiva ad ogni team di disporre di una slot DP che all'occorrenza poteva esserce anche scambiata o ceduta ad altri team come è avvenuto per consentire a team come Galaxy, Red Bulls o DC di ingaggiare un secondo elemento con questo status speciale.

In questi anni sono stati pochi i team ad avvalersene con continuità, mentre quelli con più disponibilità economiche avrebbero preferito una maggiore distribuzione di slot per i team. Un'esigenza questa sentita nel complesso dall'intero soccer a stelle e strisce poichè connessa con l'ulteriore crescita del torneo sotto l'aspetto della competitività e della visibilità internazionale.

Ora arriva una vera svolta, ad ufficializzarla il commissioner Don Garber: via libera fino a tre Designated Players per team e minor incidenza economica sul monte ingaggi.

Prima questi giocatori incidevano nel salary cup fino alla soglia dei 415.000 $, ora questo peso economico scenderà a 335.000 $. Inoltre se i team volessero potrebbero anche dimezzarne questo ammontare in bilancio (167.500 $) se i suddetti giocatori fossero inseriti a metà della stagione.




Designated Players

1

David Beckham (Galaxy, 2007- presente)

2

Landon Donovan * (Galaxy, 2007-presente)

3

Juan Pablo Angel (RedBulls, 2007-presente)

4

Claudio Reyna (RedBulls, 2007-presente)

5

Cuauhtémoc Blanco (Fire, 2007–2009)

6

Denílson (Dallas, 2007)

7

Claudio López (Wizards, 2008)

8

Marcelo Gallardo (DC, 2008)

9

Luciano Emilio (DC, 2008–2009)

10

Christian Gomez * (Colorado, 2008)

11

Guillermo Barros Schelotto (Crew, 2009)

12

Freddie Ljungberg (Sounders 2009-present)

13

Luis Ángel Landín (Dynamo 2009-present)

14

Julian de Guzmán (Toronto, 2009-present)



* La Mls in un articolo sul suo sito ne individua dodici, ma io includo anche Donovan e l'argentino Christian Gomez perchè ho un ricordo in tal senso che però potrebbe essere errato.

Il pesce d'aprile di Revs e Dallas

Primo Aprile: il famoso "pesce" non conosce confini se non quelli della fantasia goliardica e ironica.

Ed ecco a voi quello dei New England Revolution che per l'occcasione annunciano l'acquisto di Luis "El Lobo" Fangoso.

Chi? Un perfetto sconosciuto, anzi sarebbe più corretto dire il "solito" visto che i Revs non sono nuovi all'ingaggio di questo presunto argentino di nascita con passaporto di Gilbiterra già reclutato nell'aprile del 2004 e del 2007, ed ora nel 2010.

Simpatici i bostoniani che s'inventano persino un fantomatico curriculum agonistico nel mentre per il "The rock of Gibraltar"! Peccato che sotto una folta parrucca nera altri non vi sia che Matt Reis...

http://www.revolutionsoccer.net/news/index.cfm?ac=latestnewsdetail&pid=42340&pcid=115


L'Happy April Fool's Day non è un dono esclusivo, anche a Dallas ci hanno provato ma con un misto di amarcord e di delusione verso i tifosi locali che si sono visti preannunciare dal sito "3rd Degree" un nuovo ritorno tra le fila degli Hoops (77 presenze e 38 gol) del centravanti guatemalteco Carlos Ruiz, detto "el pescadito" attualmente in forza ai messicani del Puebla.