I "Crest" dei team della MLS

I "Crest" dei team della MLS
Gli stemmi delle 19 compagini MLS anche per la stagione 2014

MLS Blog Italia: Proviamo a ripartire!

Cari amici lettori del blog "Major League Soccer Italia",

il 2013 è stato per chi scrive un anno durissimo da affrontare e ciò ha dovuto imporre uno stop all'attività di questa pagina sul soccer nord-americano.

Come vi avevo scritto lo scorso ottobre, la volontà del sottoscritto era di riprendere le pubblicazioni e gli aggiornamenti.

Ora, è il momento di riprovarci! Cambierò gradualmente qualcosa a livello grafico e non solo e proveremo anche a recuperare anche parte del regresso.

Le porte per collaborazioni e suggerimenti, come sempre, sono sempre aperte alle Vostre email.

Un abbraccio "virtuale" a voi tutti che spero di ritrovare ancora al mio fianco in questa passione per il mondo del calcio, soccer come dicono, in Nord America.


Giuseppe


sabato 12 giugno 2010

SudAfrica 2010: Debutto sotto il segno "X"

Due pari su altrettante gare disputate. Così è stato inaugurato il Mondiale 2010 in svolgimento in SudAfrica. Un equilibrio figlio della classica "fifa" quella intesa come paura di bruciare tutte le speranze di qualificazione con una sconfitta nella prima uscita del gironcino.

Per non parlare della pressione psicologica legata all'esordio assoluto che ha attanagliato le gambe dei calciatori di casa del Sudafrica del ct Carlos Alberto Parreira nel primo tempo della sfida con il Messico. Al suono delle vuvuzela, si registra un 1-1 sostanzialmente fedele di quanto visto in campo.

In verità i "Bafana Bafana" forse avrebbero meritato ai punti il successo sulla selezione centro-americana di Javier Aguirre. Il pimo tempo ha visto un copione opaco con la selezione "Tri" pericolosa con una conclusione di Giovani Dos Santos fuori di un nulla ed in costante pressione sulla squadra di casa che su ogni calcio piazzato sembrava incapace di contrastare il giganteggiare di Franco, Marquez e soci.

Negli spogliatoi Parreira avrà suggerito le sue contromosse, contro la statica difesa messicana, spesso schierata a tre per sorreggere il gioco offensivo, e quindi infilabile nelle ripartenze con veloci verticalizzazioni.

Dalla lettera ai fatti al 10' con verticalizzazione per Tshabalala e conclusione con uno splendido diagonae sinistro che si infila nel sette alla sinistra di Perez. Il portiere messicano è tutt'altro che una certezza tra i pali, e come l'omologo sudafricano Khune alterna parate decisive ad uscite insensate: basti pensare a come si oppone ad un tiro di Modise, con il giocatore africano che calcia cadendo dopo un contatto con un difensore messicano.

Il SudAfrica, però, pecca in difesa specie sulle palle alte dove nel cuore della difesa Khumalo ha trovato la maglia da titolare a discapito dell'unico bianco Booth, e Mokoena sbaglia clamoramente i tempi del fuorigioco e tiene in gioco ben tre avversari, uno dei quali Marquez (78') può agevolmente pareggiare sottomisura.

Con il loro incedere caracollante hanno al 90' l'occasione per colpire ancora in contropiede con una verticalizzazione per Mphela, ma la strana conclusione in corsa dell'attaccante si stampa sulla faccia esterna del primo palo e si spegne sul fondo.

In serata tanti sbadigli nel confronto che tra Francia e Uruguay in uno 0-0 che suona come una mezza sconfitta per i "blues" del sempre contestato monsieur Raymond Domenech che non riesce neppure approfittare dell'ingenua doppia ammonizione rimediata dal giovane della "celeste" Lodeiro appena entrato in campo.

Il Gruppo A quindi vede appaiate, dopo la prima giornata, con un punto a testa SudAfrica, Messico, Uruguay e Francia. Oggi debutto del Gruppo B con Corea del Sud-Grecia (13.30 italiane) e Argentina-Nigeria (16.00), ed in serata per il Gruppo C ecco Inghilterra-Usa (20.30).

Gli americani sognano di sgambettare gli antichi "maestri" come avvenne nell'edizione del 1950 in Uruguay quando grazie ad una rete dell'haitiano Joe Gaetjens e ai pionieri di St.Louis sconfissero Matthews e gli altri leoni d'Inghilterra.

Il passato lo conosciamo, ora tocca vedere se il presente ci riservi inattese sorprese per la formazione di Bradley opposta alla fortissima corazzata guidata da Fabio Capello, una delle candidate più autorevoli alla vittoria finale.

__________

I tabellini

SUDAFRICA-MESSICO 1-1
MARCATORI: Tshabalala (S) al 10', Marquez (M) al 33' s.t.
SUDAFRICA (4-4-1-1): Khune; Gaxa, Khumalo, Mokoena, Thwala (dal 1' s.t. Masilela); Modise, Letsholonyane, Dikgacoi, Tshabalala; Pienaar (dal 38' s.t. Parker); Mphela. (Josephs, Walters, Ngconca, Sibaya, Davids, Booth, Nomvethe, Moriri, Sangweni, Khuboni). All: Parreira.
MESSICO (4-3-3): Perez; Aguilar (dal 12' s.t. Guardado), Rodriguez, Osorio, Salcido; Juarez, Marquez, Torrado; Giovani, Franco (dal 28' s.t. Hernandez), Vela (dal 24' s.t. Blanco). (Ochoa, Michel, Barrera, Castro, Moreno, Magallon, Torres, Bautista, Medina). All: Aguirre.
ARBITRO: Ilyasov (Uzbekistan).
NOTE: spettatori 94mila circa. Ammoniti: Juarez, Torrado, Dikgacoi, Masilela. Angoli: 4-5. Recupero: 1' p.t.; 3' s.t.

URUGUAY-FRANCIA 0-0
URUGUAY (3-4-1-2) Muslera; Victorino, Lugano, Godin; M.Pereira, D.Perez (dal 43' s.t. Eguren), Arevalo, A.Pereira; N.Gonzalez (dal 18' s.t. Lodeiro); Suarez (dal 29' s.t. Abreu), Forlan. (Castillo, Silva, Fucile, Gargano, Cavani, Scotti, A.Fernandez, S.Fernandez, Caceres). All. Tabarez.
FRANCIA (4-2-3-1) Lloris; Sagna, Gallas, Abidal, Evra; Toulalan, Diaby; Govou (dal 40' s. t. Gignac), Gourcuff (dal 30' s.t. Malouda), Ribery; Anelka (dal 27' s. t. Henry). (Mandanda, Carrasso, Reveillere, Planus, D.Cissè, Squillaci, A. Diarra, Valbuena, Clichy). All. Domenech.
ARBITRO Nishimura (Giappone).
NOTE espulso Lodeiro al 36' s.t. per doppia ammonizione (c.n.r e gioco scorretto). Ammoniti: Victorino per gioco scorretto, Lugano per proteste, Evra, Ribery e Toulalan per gioco scorretto. Spettatori 64.100. Angoli 0-4. Tiri in porta 4-2. Tiri fuori 3-7. In fuorigioco 3-2. Recuperi 1' p.t.; s.t 3'.

venerdì 11 giugno 2010

Mercato: Kljestan lascia i Chivas per l'Anderlecht

I Chivas Usa hanno ufficializzato la cessione di Sacha Kljestan all'Anderlecht, il club bianco-malva vincitore dell'ultimo torneo belga e quindi in lizza per conquistare un posto nella fase a gironi della Champions League 2010/11.

Un addio doloroso quello al centrocampista della nazionale statunitense, pupillo del ct Bob Bradley che lo scelse come quinta scelta assoluta nel Superdraft 2006 yproveniente dal college di Seton Hall, sebbene Bradley l'abbia poi escluso dalla lista dei 23 partiti alla volta del SudAfrica.

Kljestan è uno dei giovani talenti emersi dal torneo MLS in questi ultimi anni, sebbene il suo rendimento talvolta sia apparso inferiori ai mezzi tecnici e fisici in suo possesso. Anzi, pare che in passato le delusioni per sfumati trasferimenti in Europa abbiano inciso negativamente sulle prestazioni di questo ragazzo californiano che compirà venticinque anni a settembre.

Il trasferimento alla compagine belga rappresenta la soluzione ideale per il ragazzo - figlio d'arte poichè il padre Slavko giocò nel Zeljeznicar Sarajevo ed il fratello Gordon milita attualmente nei Tampa Bay Rowdies dopo trascorsi ai Galaxy, Red Bulls e Cleveland City Stars - che potrà cimentarsi da protagonista in un club di vertice in un torneo di secondo piano europeo come appunto quello belga di cui sarà in assoluto il primo calciatore americano. Kljestan ha sottoscritto un contratto della durata di quattro anni con l'Anderlecht.

Nella sua carriera MLS con la maglia biancorossa dei "goats" ha totalizzato 114 presenze (111 dal primo minuto) e 15 gol con 33 assist all'attivo. Numeri che testimoniano un talento puro, seppur discontinuo che necessita di un ulteriore step formativo a livello internazionale per crescere ulteriormente. Da segnalare inoltre anche 24 apparizioni con 4 reti all'attivo con la selezione maggiore Usa, e tre di quelle reti in una singola gara (Usa-Svezia 3-2 del 29 gennaio 2009).

I Chivas Usa perdono così uno dei due co-capitani, e l'altro il terzino sinistro Jonathan Bornstein (attualmente tra i 23 presenti in SudAfrica) è anch'egli oggetto di numerosi rumors che lo vorrebbero prossimo al trasferimento: per alcuni in Messico (Atlante) e per altri in Inghilterra.

Questi addii illustri sembrano testimoniare anche l'anno di transizione che il team guidato da Martin Vasquez stia vivendo in questa stagione dove fin qui hanno stentato parecchio per gioco e risultati.

giovedì 10 giugno 2010

Recap MLS 2010: 12th Week

La Week #12 della Major League Soccer rappresenta sotto molteplici aspetti una piccola anomalia nel calendario della lega nord-americana.

Sono appena quattro le gare in un mini programma infrasettimanale articolato su due giorni. Nel primo: Chicago Fire-Colorado Rapids, e Real Salt Lake-Los Angeles Galaxy: una calda riproposizione della finalissima MLS Cup 2009. Nel secondo giorno: Seattle Sounders-DC United, e Kansas City Wizards-Philadelphia Union.

Un mini turno comunque assai importante, poichè anticipa il break di due settimane di pausa imposto nel calendario su pressante invito della FIFA per non confliggere con la fase iniziale dei mondiali in svolgimento in SudAfrica.

Ed il campo ha prodotto un primo effetto sul torneo: si è infatti registrata la prima sconfitta stagionale dei Galaxy dell'ex ct Usa Bruce Arena. All'80' decide il match una contestata rete del fantasista argentino Javier Morales dei RSL: il giocatore si trova nitidamente alle spalle della linea difensiva dei californiani, ma secondo il direttori di gara il giocatore è rimesso in gioco dal contrasto di Stephens su Warner con il pallone che carambola all'indietro per finire tra i piedi del numero undici del team dello Utah.

Del resto cosa attendersi di un match tanto "elettrico" sia per i precedenti che per una tempesta di fulmini nell'area che ha costretto dopo una decina di minuti di gioco a sospendere il match del "Rio Tinto" per mezz'ora prima della ripresa delle ostilità.

Il match è stato dominato dai Real Salt Lake per azioni da gioco e personalità della formazione di Jason Kreis, priva di Beckerman e Findley, che così consolida la sua seconda posizione nella Western Conference: nel finale i Galaxy comunque vicini al pari con una conclusione assai pericolosa di Juninho su cui ha risposto presente il portierone Nick Rimando.

Nell'altro match del mercoledì al "Toyota Park" di Chicago non sono mancate le emozioni in un match concluso sul 2-2. I Fire partono subito forte colpiscono una traversa con Nyarko al termine di una bella serpentina del ghanese, e sulla ribattuta McBride prova una mezza rovesciata su cui replica Pickens.

Al 20' il centrale colombiano Wilman Conde pasticcia con il pallone tra i piedi a ridosso della linea di metà campo, Ballouchy soffia palla e serve in verticale per Casey, questi all'accorrente a rimorchio Omar Cummings per lo 0-1.

I Fire vanno all'intervallo dopo aver ribaltato il risultato: al 22' Marco Pappa pareggia su punizione dal limite in cui la barriera dei Rapids si apre colpevolmente, poi il guatemalteco serve un bell'assist a Nyarko ma la cui conclusione sottomisura è deviata in corner da Pickens, ma nel recupero arriva il vantaggio al termine di un'azione combinata con sponda di McBride, assist di Husidic e conclusione di precisione di Pappa per il secondo gol.

I Rapids vanno vicini al pari ancora con Cummings, ma il suo diagonale da dentro l'area sbatte sul palo, i Fire sembrano in grado di amministrare e chiudere il match con un successo, ma al 91' un lungo cross dello scozzese Jamie Smith pesca la testa di Conor Casey, libero di colpire e superare Dykstra per il 2-2 finale: un pari sostanzialmente meritato per il team di Gary Smith.

I Kansas City Wizards ritrovano la gioia dei tre punti, dopo ben otto gare senza successi (e ben 5 sconfitte) con una gara aggressiva quanto basta a mettere in risalto i limiti dell'expansion Philadelphia Union.

Neppure 9', e il team di Peter Vermes sblocca il risultato con un diagonale dal vertice destro dell'area di rigore di Kei Kamara (sesto centro stagionale per l'attaccante della Sierra Leone, di cui tutti ricorderanno l'incredibiile gol fallito contro i Galaxy, nella foto a sx) a completamento di una ripartenza orchestrata dal rientrante Arnaud e da Ryan Smith. Al 35' arriva il raddoppio di Graham Zusi (centrocampista centrale prescelto al Superdraft '09, al primo gol in assoluto in MLS), sempre su assist di Smith.

Degli Union poche traccie in tutta la gara, e non pochi dubbi sulle scelte adottate da Nowak che ha escluso dall'undici iniziale Arrieta per schierare nel ruolo di esterno destro basso Salinas, arretrato all'ala LeToux con Mwanga di punta, ed il giovane Okugo preferito in mediana a Nakazawa e Jacobson. La difesa è apparsa sovente in affanno, e sul banco degli imputati
è finito anche l'ennesimo rosso di questa stagione, il secondo personale ad un Orozco pasticcione e fuori posizione. Bocciato senza neppure essere mai preso in considerazione il centrale giamaicano Shavar Thomas (ex Chivas Usa).

Nuovo "harakiri" interno al "QWest" dei Seattle Sounders che ancora una volta in questa stagione nel loro stadio sembrano giocare più per la platea che per il risultato ed inciampano clamoramente nei DC United di Onalfo.

La formazione di Washington dall'amichevole vinta sul Milan sembra aver trovato la chiave di volta di una stagione iniziata malissimo, e continua a trovare pirotecnici risultati. Ieri un 3-2 firmato da una tripletta di un ritrovato Chris Pontius.

Tre gol per l'ala "baciati" dalla fortuna: il primo con una conclusione centrale dai venticinque metri che cambia la sua traiettoria colpendo il fianco di un difensore, bis con una seconda conclusione dal limite su cui Kasey Keller offre un contributo determinante con una smanacciata che goffamente è costretto ad inseguire sin dentro la sua rete, ed infine su cross da trequarti di Quaranta il terzo con un colpo di testa con una strana traiettoria che ricade sul palo e carambola verso la linea di porta dove sopraggiunge per il tap in Cristman, gol però assegnato a Pontius da parte della MLS.

I Sounders svagati e inconcludenti sbagliano una ghiotta occasione prima del terzo gol con Levesque, e poi mettono i brividi ai DC in "zona cesarini" con due gol: il primo è un tiro cross di Riley da destra che trova una determinante deviazione, e al 91' arriva il colpo di testa di Fredy Montero che schiaccia alle spalle di Perkins l'inutile 3-2.

mercoledì 9 giugno 2010

Vancouver Whitecaps: presentato il logo per la MLS

I Vancouver Whitecaps hanno ufficializzato il nuovo logo che accompagnerà l'ingresso del team nella Major League Soccer nel 2011.

La formazione della città della British Columbia, insieme ai Portland Timbers, traslocherà nella prossima stagione nella massima divisione, e rinverdire i fasti più illustri del team che fondato nel dicembre del 1973 lasciò la sua impronta nella gloriosa NASL vincendo il "Soccer Bowl" del 1979.

Un'attività proseguita negli anni successivi al fallimento della lega nel 1984, con una nuova rifondazione nel 1986 con l'iniziale nome 86ers per poi ritornare all'affettivo Whitecaps fino ai nostri giorni.

Il nuovo logo è un restyling ricercato e al contempo affascinante proprio perchè sospinto dalla volontà di non scalfire la storia e le tradizioni del team che tra i suoi quattro investitori principali annovera il cestista dei Phoenix Suns Steve Nash, fratello del centrocampista dei 'caps Martin.

martedì 8 giugno 2010

Back to Home possibili per Kenny Cooper e DaMarcus Beasley?

Home Sweet Home, casa dolce casa! Periodo difficile per alcuni calciatori statunitensi militanti in team europei, tanto che per alcuni si profila un rientro in patria!

DaMarcus Beasley potrebbe costituire il ritorno più illustre per la MLS, l'ala della nazionale a stelle e strisce vedrà a breve scadere il proprio contatto con i Glasgow Rangers ed ormai sembra tramontata l'ipotesi di un prolungamento anche alla luce del rapporto non idilliaco con il manager Walter Smith.

Beasley punta a mettersi in mostra ai prossimi mondiali per riconquistare l'attenzione di qualche team inglese o di altri tornei del Vecchio Continente. Per lui in carriera oltre la maglia dei Chicago Fire e quella dei "gers" vi sono state importanti parentesi al PSV Eindhoven e al Manchester City.

Ed anche per questa ragione l'atleta di colore ha riaperto la porta alla MLS, magari per una breve parentesi fino al termine della stagione calcistica americana, e per poi riproporsi ai team europei in gennaio.

E qualcuno avanza anche una suggestiva reunion di famiglia con il fratello maggiore Jamar che dopo diversi anni in cui si è dedicato al futsal, ha recentemente firmato un contratto con i Kansas City Wizards.

Apparentemente simile è la condizione di Ricardo Clark e Jay DeMerit. Il primo è stato frenato da molteplici problemi fisici nella sua parentesi all'Eintracht Francoforte con cui era vincolato sino a giugno, mentre il secondo in scadenza contrattuale con il team cadetto inglese del Watford è alla ricerca di un team più competitivo, anche in considerazione delle ottime prove fornite nell'ultima Confederation Cup. Per lui si parla di un team della medio bassa classica della Premier League.

Dovrebbe rimanere in Premier League anche Stuart Holden, la cui esperienza al Bolton è stata un lieve svolazzo a causa degli infortuni. Non di meno, però, il manager dei Wanderers Owen Coyle che stravede per lui ha offerto un rinnovo al centrocampista.

Un altro nome caldo in chiave di un possible ritorno in MLS è quello dell'attaccante Kenny Cooper, reduce da una travagliata stagione divisa tra il Monaco 1860 nella serie cadetta tedesca prima, e gli inglesi del Plymouth Argyle diretto dal duo tecnico composto da Paul Mariner e John Carver (rispettivamente ex assistant e co-coach dei Revs, ed ex head coach dei Toronto FC).

La retrocessione dei "piligrins" dalla Championship alla League One inevitabilmente ha segnato l'epilogo della sua esperienza oltremanica, ed ora si attende di comprendere le scelte del team della B tedesca sull''attaccante ex Dallas.

Qualcuno vorrebbe per lui un ritorno in patria che, però, risulta difficile poichè prima il team tedesco e il giocatore dovrebbe sciogliere il contratto in essere, mentre potrebbe riprendere quota l'ipotesi di un trasferimento in prestito ad un team scandinavo. La MLS è comunque alla finestra ma per Cooper come altri giocatori di interesse nazionale l'eventuale assegnazione passerà attraverso una lottery.

NE Revolution: si profila un ritorno di Ralston?

Di ritorno in ritorno, da difficoltà a difficoltà. Steve Ralston è prossimo al ritorno ai New England Revolution con cui ha scritto tante pagine della sua carriera in MLS dopo gli esordi con i Tampa Bay Mutiny.

In primavera il centrocampista, classe 1974, aveva compiuto una scelta di "cuore" tornando nel natio Missouri per tenere a battesimo la neonata formazione dell'AC St.Louis, team in quota NASL dell'USSF D2.

Ora per lui si prospetta un ritorno a Boston per la gioia dell'head coach dei Revs Steve Nicol che ritroverà un leader per lo spogliatoio di un team apparso fragile sotto l'aspetto della personalità che ha pagato in questo avvio di torneo le defezioni del gruppo storico composto da Shalrie Joseph (assente in diverse gare per sottoporsi ad una terapia disintossicante dalla marijuana), Jay Heaps (ritiratosi), Matt Reis, Emmanuel Osei e Taylor Twellman (tutti infortunati di lungo corso).

Il ritorno di Ralston nasce anche dalle difficoltà economiche della società guidata da Jeff Cooper, uno dei fondatori della Nasl. Una situazione critica emersa già da diverse settimane, con la città "culla" del soccer a stelle e strisce per aver dato i natali a molti degli atleti che nel mondiale del 1950 in Uruguay s'imposero sui "maestri" inglesi che aveva visto il team "pro" femminile dell'Athletica rinunciare al proseguo della stagione nella Woman Professional Soccer.


Ralston aveva sposato con grande entusiasmo l'offerta di essere il leader in campo del team affidato alla guida tecnica del francese Claude Anelka, fratello maggiore dell'attaccante del Chelsea Nicolas, ed assistant coach nonostante il rinnovo offerto dai Revs e in considerazione che a causa di un infortunio occorso nel finale della passata stagione dovesse saltare la parte iniziale di questa.

Ora Ralston sembra lasciare St.Louis di comune accordo con la società, anche per consentire al team di risparmiare le spettanze future sul suo ingaggio (ben più elevato rispetto a molti compagni) in modo di poter garantire al team maggiori chances di proseguire la sua attività.

Assai triste pensare come sia stata sufficiente meno della metà stagione per mandare in crisi le casse dei due team della città del Missouri guidati da Jeff Cooper, e come nessuno aldilà della difficile congiuntura economica si sia mosso per garantire il completamento della stagione ad entrambi i team specie in ambito federale.

domenica 6 giugno 2010

Recap MLS 2010: 11th Week

La Week 11 della Major League Soccer, dopo il doppio anticipo infrasettimanale, ha registrato sabato una giornata piena con tutte le sedici formazioni impegnate sul terreno di gioco.

I Los Angeles Galaxy, a dispetto delle assenze dei nazionali Donovan e Buddle oltre quella di Beckham, non perdono terreno, anzi la formazione di Bruce Arena si sta rivelando un bulldozer in questo avvio di torneo.


L'undici della città degli angeli asfalta per 4-1 gli Houston Dynamo che sebben
e abbia perso in questa stagione elementi del calibro di Stuart Holden e Ricardo Clark, sono pur sempre una compagine di vertice tra le più solide della lega.

Mattatore della serata con una doppietta Jovan Kirovski, l'attaccante di origini macedoni che all'occorrenza si è spesso adattato ad un ruolo in mediana, e che molti hanno dimenticato esser stato seppur da comprimario il primo calciatore americano a vincere una Coppa Campioni ed una Coppa Intercontinentale con la maglia del Borussia Dortmund.

Galaxy in vantaggio dopo neppure un minuto con Kirovski e poco dopo ripresi dal pari "orange" di Weaver in una carambola-scontro con il portiere Ricketts. Ma al 21' ancora a segno il numero dei nove. Padroni di casa subito avanti ad inizio ripresa con il giovane Tristan Bowen e poco dopo (56') con un diagonale del mancino brasiliano Alex Cazumba.

L'altra formazione di Los Angeles, i Chivas Usa continuano a stentare, e sono battuti per 1-o dai Red Bulls che possono festeggiare grazie alla seconda rete consecutiva in stagione di Seth Stammler (tiro dai venti metri), giocatore certo non avvezzo al gol. La formazione di Backe avrebbe potuto vincere con un risultato più netto ma ha fallito numerose occasioni, i "goats" di Martin Vasquez continuano la loro striscia di gari grigie a dispetto del debutto del romeno Alex Zotinca (un ritorno per il difensore che era stato tagliato alla vigilia del torneo 2009 ed era rimasto inattico) e di rare occasioni pericolose creato specie con l'ingresso di Galindo.

Due pareggi a reti bianche consentono in coda di muovere la classifica di DC e Wizards: i primi al "RFK" riaffrontano i campioni uscenti dei Real Salt Lake dopo averli eliminati in settimana dal tabellone principale dell'US Open Cup; i secondi strappano un prezioso punto sul terreno di Toronto in un match in cui il portiere danese Nielsen ha fatto i consueti miracoli per tenere inviolata, o "clean" come dicono da quelle parti, la sua porta. Match segnato anche dai rossi a Garcia e Rocastle, ed occasione mancata dai reds come ha ammesso nel dopo gara Preki.

Dallas ritrova il successo battendo per 2-0 i San Jose Earthquakes di Frank Yallop, apparsi affaticati dal doppio impegno infrasettimanale. Un grande mattatore anche qui per il match: è il giovane biondo esterno mancino Brek Shea con una doppietta che inizia a confermarsi quel giocatore di prospettiva che in maniera sicuramente ancora precoce aveva attirato l'interesse di Manchester Utd e Fulham.

Anche i Chicago Fire ritrovano il successo piegando al "Toyota Park" i Philadelphia Union: un successo a firma dei due talentuosi giovani centrocampisti del team della città del vento Baggio Husidic e Marco Pappa. Ad accorciare le distanze per il team di Nowak, ex capitano dei Fire vittoriosi dello storico double del 1998, è una rete ancora in pieno recupero del giovane congolese Danny Mwanga.

U
n colpo di testa di Drew Moor a sei minuti dal termine decide il match tra Colorado Rapids e Columbus Crew, gara equilibrata con occasioni per entrambi i team e padroni di casa in gol nonostante l'inferiorità numerica nel finale per un eccessivo rosso a Pablo Mastroeni (reazione plateale, ma non violenta ad un fallo subito ad opera di Lenhart).

Tris dei Sounders che risorgono al "QWest" sfoderando una prestazione super nel primo tempo annichilendo i Revs: apre uno spettacolare eurogol del laterale mancino Leonardo Gonzalez, radoppio di Zakuani con una conclusione altrettanto spettacolare dal centro dell'area, e tris del colombiano Montero.



Risultati Week #11
5 giugno,
Toronto FC-Kansas City Wizards 0-0
New York Red Bulls-Chivas USA 1-0 (Stammler 26)
DC United-Real Salt Lake 0-0
Los Angeles Galaxy-Houston Dynamo 4-1 (Kirovski 1 e 21, Bowen 48, Alex Cazumba 56; Weaver 6)
FC Dallas-San Jose Earthquakes 2-0 (Shea 58 e 60)
Chicago Fire-Philadelphia Union 2-1 (Husidic 13, Pappa 74; Mwanga 92)
Colorado Rapids-Columbus Crew 1-0 (Moor 84)
Seattle Sounders FC-New England Revolution 3-0 (L.Gonzalez 4, Zakuani 24, Montero 42)

sabato 5 giugno 2010

Amichevole: Usa tris all'Australia

La selezione Usa è sbarcata in SudAfrica, e subito dopo appena un paio di allenamenti per il ct Bob Bradley è suonato un campanello d'allarme infortuni.

Una distorsione alla caviglia ha fermato l'attaccante Jozy Altidore, ed ancora restano seri dubbi sulla condizione fisica di Oguchi Onyewu. Gli americani comunque per il momento sperano di recuperare il promettente attaccante di origini haitiane che nell'ultima stagione ha militato nell'Hull City in Premier League.

L'insidia degli infortuni last minute ha colpito anche altre nazionali, una di quelle a pagarne già dazio è stata l'Inghilterra costretta a rinunciare al difensore del Manchester United Rio Ferdinand a cui Fabio Capello aveva affidato la fascia di capitano dopo il Terry's gate.

L'Italia è alle prese con i dubbi sulle condizioni di Pirlo e Camoranesi, e la Costa d'Avorio cerca di recuperare ad ogni costo Didier Drogba. La Spagna ancora non ha ritrovato il miglior Fernando Torres, anch'egli al rientro da un infortunio.

Nuova amichevole per gli Usa che hanno affrontato l'Australia in terra sudafricana in un match test da prendere con le pinze poiche tanti aspetti restano da valutare. Gli americani s'impongono per 3-1 in un match dai ritmi blandi anche perchè giocata in un caldo pomeriggio.

http://www.youtube.com/watch?v=JIgVTaqehYY&feature=player_embedded

L'indicazione però più confortante arrivano dai due gol segnati da Edson Buddle al 4' con un tiro dal limite, pari del centrocampista dell'Everton Tim Cahill che sugli sviluppi di un corner supera il compagno di club Tim Howard. Al 31' nuovo vantaggio americano, ancora con Buddle e in pieno recupero (93') arriva il tris a firma di Herculez Gomez. Marcature che confermano il periodo aureo con il gol del duo.

E sabato prossimo sarà già mondiale con la sfida all'Inghilterra!

USA-Australia 3-1 Buddle 4' & 31'; Cahill 19'; Gomez 93'+

USA: Tim Howard (46' Marcus Hahnemann) - Steve Cherundolo, Clarence Goodson (61' Oguchi Onyewu), Jay DeMerit, Carlos Bocanegra (c) (55' Jonathan Bornstein) - Landon Donovan, Ricardo Clark, Michael Bradley, Clint Dempsey (82' Herculez Gomez) - Edson Buddle (79' DaMarcus Beasley), Robbie Findley

AUSTRALIA: Mark Schwarzer - Luke Wilkshire, Lucas Neill (c), Craig Moore, Scott Chipperfield - Richard Garcia (71' Nikita Rukavytsya), Vincenzo Grella, Jason Culina (61' Dario Vidosic), Mark Bresciano - Tim Cahill (46' Carl Valeri), Josh Kennedy

venerdì 4 giugno 2010

WPS: l'italiana Patrizia Panico per gli Sky Blue

La Woman Professional League, su cui prometto di scrivere rimediando ad un silenzio determinato dai tanti impegni, parlerà italiano. Nelle prossime settimane si unirà agli Sky Blue FC, il team dell'area di New York, l'attaccante italiana Patrizia Panico.



La giocatrice azzurra è la testimonial migliore del calcio femminile italiano, giocatrice determinante per le formazioni del nostro campionato. Basti pensare che dopo aver trascinato le veronesi del Bardolino a tre scudetti consecutivi, in questa stagione era passata alla Sassari Torres e le ha subito regalato un titolo nazionale. Nel suo palmares svariati Coppe Italia e numerosi titoli di capocannoniere del torneo oltre che attuale miglior goleador tra le azzurre.

L'arrivo della Panico è stato fortemente voluto dal direttore generale del team che è un italiano Gerardo (Jerry) Marrone mentre l'attuale allenatrice è una ex calciatrice finlandese. Gli Sky Blue FC vinsero sorprendentemente, anche per una finale autogestione del team con la squadra guidata dalla giocatrice Rampone, il titolo 2009 della lega femminile "pro" superando i Los Angeles Sol (miglior team nella regular season) della brasiliana Marta nella finalissima.


La WPS è nata lo scorso anno sotto la direzione di Tonya Antonucci, raccogliendo l'eredità di quanto si era fatto nel triennio dell'avventura della defunta WUSA (bancarotta) che era nata sulla scia dei risultati delle nazionali statunitensi come Mia Hamm, e con cui la Panico trattò nel passato un ingaggio.


La situazione per la lega però non è semplice: quest'anno si sono registrate due expansion con gli ingressi di Philadelphia Independence e Atlanta Beat, ma vi sarebbe dovuta essere anche una terza a Dallas. A gennaio, però, è arrivata inattesa la rinuncia dei Los Angeles Sol a disputare la stagione, e ancora più inattesa è giunta da pochi giorni la rinuncia a proseguire il torneo dell'Athletica St. Louis a corto di denari.

Good Luck, Panico!!

Recap MLS 2010: Anticipi 11th Week

Eccezionalmente rivolgiamo un piccolo recap alle gare infrasettimanali dell'Eleventh Week della Major League Soccer 2010. La scelta è parsa naturale per tre ragioni: la prima appunto il fatto che fossero due le gare; la seconda che i quattro team scesi in campo il 2 giugno, vi ritorneranno anche sabato 5 in cui tutti i sedici club saranno impegnati quasi contemporaneamente (fusi orari e palinsesti imperat); e la terza perchè nei fatti è partita la volata verso il primo stop che la lega si concederà in concomitanza con un mondiale.

Particolare curioso questo, ovvero la MLS non si è mai fermata prima d'ora in concomitanza della disputa di competizioni internazionali in cui fosse presente anche la selezione americana, ciò in primis per esigenze di natura economica e di calendario visto che lo sport in America si disputa anche sulla base delle stagioni.

Quest'anno anche per le pressioni della FIFA giunte in tal senso si è deciso di fermare il campionato per due settimane a cavallo tra il 10 e il 25 giugno.

Così le gare della giornata di ieri assumono una duplice valenza, sia nell'immediato ma anche nella prospettiva degli scenari futuri dopo la sosta.

Ritrova il successo alla "Red Bulls Arena" di Harrison la formazione del tecnico svedese Hans Backe che contro i Dynamo spreca parecchie occasioni per chiudere il match dopo il vantaggio firmato dal centrocampista slavo Sinisa Ubiparipovic al 14', quando sugli sviluppi di una punizione si è ritrovato indisturbato davanti ad Onstad perchè Davis si attarda non facendo scattare l'outside.

La stessa freddezza non è appertenuta al compagno di squadra Juan Pablo Angel che di fronte al quarantenne numero uno canadese dei texani ha fallito tre ghiotte occasioni, in particolar modo la prima con Onstad mezzo seduto che non abbocca alle finte del colombiano lanciato in porta e blocca con una mano in stile hockey la conclusione.

Qualche occasione per il pari anche per gli "orange" con Ching e Oduro, e proprio l'attaccante hawaiano mette a segno il provvisorio pari al 65, servito da un cross dalla trequarti destra da Boswell, sebbene vi sia la sensazione di una posizione di outside.

I Red Bulls capiscono che devono dare una sterzata alla gara, ma l'occasione migliore arriva con John Wolyniec (centesima presenza), ma la conclusione del centravanti lungagnone si stampa sul legno ad Onstad battuto.

La beffa atroce per i texani di Kinnear si consuma all'epilogo con una punizone teleguidata di Juan Pablo Angel da oltre trenta metri ed esplode la gioia dei locali.

La seconda gara è tra San Jose Earthquakes e Columbus Crew e si conclude sul 2-2. Una gara equilibrata e piacevole con i team pronti a rispondere colpo su colpo agli avversari. Lo testimoniano anche le reti al 5' di Eddie Gaven sottomisura a porta incustodita su assist di Garey lesto a servire il compagno, raccogliendo una corta respinta di Cannon su conclusione di Schelotto. Appena trenta secondi dopo, siamo dall'altra parte con Arturo Alvarez che appena dentro l'area si ricava il pertugio per battere Hesmer con un rasoterra alla sua sinistra.

I Crew si rendono pericolosi in avanti con Rogers e il neoentrato Lenhart, ma il nuovo vantaggio arriva da palla inattiva, corner di Schelotto e inzuccata al centro dell'area di Chad Marshall (70') che sorprende sul palo alla sinistra del portiere gli appostati Convey e McDonald.

Un rigenerato Bobby Convey, già pericolosi in altri frangenti del match, propizia il nuovo pari con un teso calcio piazzato da destra, Sealy sul secondo palo fa da sponda per Chris Wondolowski (79') che sottomisura può correggere in rete per il 2-2, utile per entrambe le squaadre.

Week #11
2 giugno,
New York Red Bulls-Houston Dynamo 2-1 (Ubiparipovic 14, Angel 94; Ching 65)
San Jose Earthquakes-Columbus Crew 2-2 (Alvarez 6, Wondolowski 79; Gaven 5, C. Marshall 70)

5 giugno,
Toronto FC-Kansas City Wizards
New York Red Bulls-Chivas USA
DC United-Real Salt Lake
Los Angeles Galaxy-Houston Dynamo
FC Dallas-San Jose Earthquakes
Chicago Fire-Philadelphia Union
Colorado Rapids-Columbus Crew
Seattle Sounders FC-New England Revolution

giovedì 3 giugno 2010

Canadian Championship 2010: cala il sipario con Toronto in festa


Cala il sipario sulla terza edizione della Canadian Championship, già aritmeticamente assegnata ai Toronto FC che ieri hanno potuto alzare il trofeo per il secondo anno consecutivo al termine di una sfida "dimessa" con i Vancouver Whitecaps.


Con la "Nutrilite Voyageurs Cup" il team dell'Ontario abbina il ticket per disputare il preliminare della Concacaf Champions League 2010/11 che li vedrà opposti all'illustre e rimpianto (dai tifosi, sia chiaro) ex Amado Guevara e gli honduregni del Motagua a fine luglio.

La sesta e ultima sfida della manifestazione si è svolta al "BMO Field" di Toronto, ed inevitabilmente ha riservato poche emozioni ai presenti. Del resto a risultati ormai acquisiti nessuno dei due team era orientato nelle previsioni a disputare un match al massimo delle forze.



Addirittura Preki l'head coach dei "reds" ha scelto di far riposare quasi l'intero gruppo titolare, e per l'occasione ha promosso in prima squadra ben sette elementi dell'Academy del team diretta dall'ex nazionale canadese Nick Dasovic.

Di contro la formazione della British Columbia, diretta dal tecnico islandese Teitur Thordarson ha messo l'impegno, ma anche i noti limiti in fase realizzativa già evidenziati nelle prime uscite di questa stagione sia in questa manifestazione che nel torneo di "D2".

Non di meno i toni del match si sono accesi intorno alla mezz'ora del primo tempo, ed in campo si son viste scintille con l'attaccante Marcus Haber (il cui cartellino è di proprietà del West Bromwich Albion, neopromosso in Premier League sotto la guida di Roberto Di Matteo) espulso per un fallaccio su uno dei giovani di Toronto.

Il match si conclude sullo 0-0, Vancouver ha creato di più rendendosi più pericolosa nonostante l'inferiorità numerica, mentre Toronto ha amministrato fino al triplice fischio ed alla festa con la consegna del trofeo messo in palio dalla Canadian Soccer Association. Per il futuro non resta che sperare che il prossimo ingresso di Vancouver (2011) e Montreal (2012) in MLS, e quello di Edmonton (2012 in quota alla Nasl) possano portare ad una maggiore qualità in una kermesse che forse meriterebbe una differente formula e collocazione temporale.

Una nota a margine la meritano i sette babies di Toronto, ma di cui solo in tre hanno visto il terreno di gioco ed altrettanti sedevano in panchina. Vogliamo considerarli una nuova linfa per l'intero movimento della nazione dalla foglia d'acero, perchè è lampante che tanta strada debba essere compiuta da questa federazione per rilanciarsi nel panorama internazionale.

Appuntiamo questi nomi a futura memoria: Doneil Henry (difensore, 1993), Nicholas Lindsay (attaccante, 1992), Allando Matheson (attaccante, 1992), Brennan McNicoll (centrocampista, 1992), Matthew Stinson (centrocampista, 1992), Sergio Camargo (centrocampista, origini colombiane, 1994), Oscar Cordon (centrocampista, origini guatemalteche, 1993).

Classifica

Pts

G

W

X

P

GF

GS

Toronto FC

8

4

2

2

0

3

0

Vancouver Whitecaps

4

4

0

4

0

2

2

Montreal Impact

2

4

0

2

2

2

5


Marcatori: DeRosario (Toronto) 2; Barrett (Toronto), Byers e Billy (Impact) e Haber e Ansu Toure (Whitecaps) 1;

Calendario
28 Aprile, BMO Field, Toronto FC-Montreal Impact 2-0 (DeRosario 12', Barrett 61')
5 Maggio, Swangard Stadium, Vancouver Whitecaps-Montreal Impact 1-1 (Byers 31'; Haber rig. 81')
12 Maggio, Stade Saputo, Montreal Impact-Toronto FC 0-1 (DeRosario 73')
19 Maggio, Swangard Stadium,Vancouver Whitecaps-Toronto FC 0-0
26 Maggio, Stade Saputo, Montreal Impact-Vancouver Whitecaps 1-1 (A.Toure 51'; Billy 62')
2 Giugno, BMO Field, Toronto FC-Vancouver Whitecaps 0-0


Toronto FC-Vancouver Whitecaps 0-0
Toronto FC :
30.Milos Kocic; 34.Raivis Hscanovics, 15.Joseph Nane (33.Maksim Usanov 6'), 20.Ty Harden, 26.Doneil Henry; 27.Gabriel Gala, 6.Julian De Guzman (29.Nicholas Lindsay 45'), 2.Sam Cronin, 25.Martin Saric; 7.Fuad Ibrahim, 35.Allando Matheson (14.Dwayne De Rosario 66').
(Subs: 1.Jon Conway, 16.Matt Stinson, 28.Brennan McNicoll, 36.Oscar Cordon).

Vancouver Whitecaps FC : 1.Jay Nolly; 77.Zurab Tsiskaridze, 2.Nelson Akwari, 3.Luca Bellisomo, 8.Wes Knight; 29.Nizar Khalfan (19.Justin Moose 78'), 12.Jonny Steele, 99.Ricardo Sanchez (7.Martin Nash 70'), 15.Philippe Davies; 24.Marcus Haber, 39.Cornelius Stewart (17.Randy Edwini-Bonsu 81').
(Subs: 31.Simon Thomas, 4.Chris Williams, 18.Doudou Toure, 22.Takashi Hirano).

Ammoniti: 34' Luca Bellisomo, 37' Doneil Henry, 45' Sam Cronin, 85' Raivis Hscanovics;
Espulso: 31' Marcus Haber


US Open Cup 2010: DC United avanti

Tanti impegni in pochi giorni a Washington D.C. per i Real Salt Lake, vincitori della Major League Soccer Cup 2009.

Il team dello Utah ha affrontato nella notte i DC United nella seconda finale di pre round che vale la qualifica per due team MLS all'US Open Cup 2010. Prossimamente renderà visita al numero 1600 della Pennsylvania Avenue dove i campioni uscenti saranno ospitati nel giardino delle rose dal presidente Barack Obama, e per finire torneranno ad affrontare sabato i rossoneri di casa per la week eleven del torneo.

Al termine di una gara equilibrata e combattuta a dispetto di molte assenze e del massiccio uso del turn over, sono i DC a strappare il pass per la competizione vinta sia nel 1996 e nel 2008 e di cui sono stati anche finalisti lo scorso anno.

Il match è sbloccato su rigore dal centravanti brasiliano Luciano Emilio al 75', ma cinque minuti più tardi un mani in area di Graye è punito con il rigore che il centrocampista canadese Will Johnson trasforma per l'1-1.

Ai supplementari è il baby "homegrown" di origini honduregne Andy Najar a firmare il 2-1 al minuto 107' e alla conclusione esplode la gioia della Barra Brava che può festeggiare l'accesso alla più importante e storica competizione calcistica in Nord America.

I DC seguono i New York Red Bulls conquistando attraverso i preliminari uno dei due posti in palio con questa formula, sicuramente da rivedere per il futuro, sugli otto complessivi spettanti alla Major League Soccer che entreranno in gioco nel terzo turno della competizione.

Le altre sei partecipanti infatti erano qualificate di diritto sulla base della classifica dell'anno precedente nella regular season, e sono: Crew, Galaxy, Sounders, Chivas Usa, Fire e Dynamo.

Allarghiamo ora lo sguardo al delineato "Tabellone" delle partecipanti in rappresentanza delle altre quattro leghe: USSF D2, USL-2, PDL, e USASA.

La manifestazione ufficiale prenderà il via il prossimo 15 giugno con il primo round, e le vincenti si scontreranno tra loro in un secondo turno il 22 giugno. Nel terzo round (29 giugno) è previsto l'ingresso delle 8 compagini MLS che sfideranno le otto compagini vincenti del precedente. La settimana successiva si svolgeranno i quarti, mentre le semifinali sono programmate per fine agosto o i primi di settembre, mentre la finalissima è prevista per il 5 ottobre.


Ecco gli abbinamenti per i primi due turni:

2010 Lamar Hunt U.S. Open Cup Abbinamenti First Round

1. Long Island Rough Riders (PDL)-N.Y. Pancyprian Freedoms (USASA)
2. Harrisburg City Islanders (USL-2)-Brooklyn Italians Soccer Club (USASA)
3. at Reading United A.C. (PDL)-Real Maryland FC Monarchs (USL-2)
4. Richmond Kickers (USL-2)-Crystal Palace Baltimore (D2)

5. Charleston Battery (USL-2)-Capital Area Soccer League Elite (USASA)
6.
Carolina RailHawks (D2)-Charlotte Eagles (USL-2)
7. Rochester Rhinos (D2)-Dayton Dutch Lions FC (PDL)
8. Pittsburgh Riverhounds (USL-2)-Detroit United Soccer Club (USASA)
9. NSC Minnesota Stars (D2)-Kansas City Athletics (USASA)

10. Des Moines Menace (PDL)-AC St. Louis (D2)

11. Miami FC (D2)-Central Florida Kraze (PDL)

12. Legends FC (USASA)-FC Tampa Bay Rowdies (D2)
13. Austin Aztex (D2)-Dallas-Fort Worth Tornados (PDL)
14. Ventura County Fusion (PDL)-Arizona Sahuaros (USASA)
15. Portland Timbers (D2)-Sonoma County Sol (USASA)
16. Kitsap Pumas (PDL)-Bay Area Ambassadors FC (USASA)

Official Pairings for Second Round
(Da definire luogo, giorno e ora)
1-2
3-4
5-6
7-8
9-10
11-12
13-14
15-16

Tour: Milan poker al Montreal Impact

Il Milan chiude il suo tour estivo 2010 in Nord America con un poker di gol per la platea di Montreal che festosamente ha accolto i campioni rossoneri da Ronaldinho a Seedorf, da Pato a Inzaghi: guardacaso poi risultati i marcatori del match.

Poca cosa i locali Montreal Impact, generosi ma al cospetto dei più blasonati colleghi, ma è doveroso ricordare come il team del Quebec appartenga alla seconda lega del calcio nord-americano, ovvero la USSF D2 e solo da alcune settimane è stato ufficializzato il passaggio nel 2012 in Major League Soccer.

Eppure è bene sottolineare come gli stessi Impact si fossero aggiudicati nel 2009 il titolo di USL-1 seppur grazie principalmente alla formula dei play-off post season che hanno offerto all'undici di Marc Dos Santos di azzerare il gap da formazioni migliori come i Portland Timbers.

La società canadese ha un forte legame con l'Italia, essendo infatti guidata dalla ricca famiglia di origini siciliane dei Saputo, ed ha svolto più preseason in Italia nel recente passato. Tre anni addietro durante il camp si presentò un difensore, scuola Roma, l'anagnino Stefano Pesoli che colse al volo l'idea di lasciare l'allora CND per una nuova avventura.

Oltre a Pesoli, a garantire un significativo legame con l'Italia vi è lo sponsor tecnico di questa stagone, l'azienda campana della Legea, ed altri tre calciatori con brevi e poco significativi trascorsi nel calcio del Belpaese: il terzino francese Billy (ex scomessa di Corvino al Lecce), ed i canadesi di chiare origini italiane Pizzolitto e Placentino.

Lo stadio Olimpico è gremito, e la gara subito pimpante ed il Milan al 12' di gioco è avanti nel risultato grazie a Pato, su assist di Seedorf. Gli Impact reagiscono prontamete e cinque minuti dopo trovano il pari con Testo su assist dell'argentino Di Lorenzo.

Al 25' poi arriva la "zampata" del goleador indomito Filippo Inzaghi. La ripresa si apre con ritmi combattuti ma meno intensi, seppure è la prodezza dell'olandese Clarence Seedorf su assist di Pato a chiudere la contesa. Il cronometro scorre veloce e nella girandola dei cambi trova ancora il tempo per un sussulto con un rigore che il fantasista brasiliano Ronaldinho trasforma a dieci minuti del triplice fischio.


Nelle precedenti uscite il Milan aveva perso per 3-2 al "RFK" contro i DC, e si è imposto domenica di misura, grazie a Seedorf, sui Chicago Fire. Questo era invece il secondo impegno di spessore internazionale con un team italiano in pochi giorni, visto il precedente del pari con la Fiorentina (1-1).

Ora il rompete le righe per i rossoneri ed anche per i loro prestiti, e per Mauro Tassotti che consegnerà la squadra al nuovo tecnico che salvo clamorosi ed ormai inattesi sviluppi sarà Massimiliano Allegri.

Stadio Olimpico di Montreal, 2 giugno 2010

Montreal Impact-Milan 1-4

(Pato (M) al 12’, Testo (MI) al 17’, Inzaghi (M) al 25’, Seedorf (M) al 58’, Ronaldinho (M) su rig. al 81’).

Montreal Impact (4-5-1): Jordan (dal 27’ s.t. Djekanovic); Billy (dal 12’ s.t. Braz), Pizzolitto, Aaboubou (dal 27’ s.t. Joqueviel), De Roux; Placentino (dal 10’ s.t. Agourram), Donatelli (dal 24’ s.t. Soares), Gatti (dal 32’ s.t. Hemming), Testo (dal 29’ s.t. Leduc), Di Lorenzo (dal 24’ s.t. Byers); Brown (dal 22’ s.t. Sebrango). All. Marc Dos Santos.

Milan (4-2-1-3): Colombo; Terzi, Nesta (dal 1’ s.t. Diniz), Favalli, Antonini; Blasi (dal 1’ s.t. Delvecchio), Brocchi; Seedorf (dal 17’ s.t. Jankulovski); Pato (dal 27’ s.t. Di Gennaro), Inzaghi (dal 1’ s.t. Mancini), Ronaldinho (dal 45’ s.t. Abate). All. Mauro Tassotti.

Arbitro: Mauricio Navarro, Assistenti: Daniel Belleau e Philippe Brière, 4° uomo: Mathieu Bourdeau;

Spettatori: 47,861;